“Musica popolare della Sardegna: ieri, oggi, domani”. Convegno promosso dall’Associazione Premio Città di Ozieri per cori tradizionali sardi – La Nuova Sardegna, 3 agosto 2001

Ozieri. “Musica popolare della Sardegna: ieri, oggi, domani”. Questo il titolo di un convegno svoltosi a San Francesco. All’iniziativa, promossa dall’Associazione Premio Città di Ozieri per cori tradizionali sardi, hanno partecipato studiosi e appassionati della materia di varie parti dell’isola. Dopo il saluto del presidente del Consiglio provinciale Elio Langiu, il segretario del “Premio”, Antonello Lai, ha illustrato la strategia che si vuol mettere in campo per consolidare il ruolo che il sodalizio ozierese intende svolgere per conservare e valorizzare il canto vocale sardo. In tale progetto rientra l’istituzione di tre nuove sezioni del Premio ozierese. La prima di queste, riservata ai “gruppi vocali a tenores”, sarà intitolata all’etnomusicologo Pietro Sassu, recentemente scomparso. Vi sarà poi spazio per la sperimentazione, aperta alle idee più innovative e creative, e infine la sezione “cori polivocali sardi femminili” che sancisce il riconoscimento di una realtà nuova e tutta da scoprire. La relazione centrale del convegno è stata svolta dal professor Antonio Deiara, che ha tracciato un quadro della musica popolare della Sardegna nell’ultimo ventennio. Lo studioso ha sottolineato le difficoltà che i cori e i maestri incontrano nello svolgimento dell’attività. Un problema assai complesso è costituito dalla mancanza di chiarezza sulle fonti e sulla ricerca, dal tentativo di “correggere” alla luce dell’armonia classica presunti “errori” interpretativi, e lo scollamento fra il mondo della musica conservatoriale e quello della musica popolare. Tre le proposte essenziali suggerite dal relatore: un corso di preparazione professionale per maestri di coro sardo con sede ad Ozieri; dare un cadenza biennale al convegno per consentire il monitoraggio costante della musica popolare della Sardegna e la costituzione di ben dieci commissioni di studio e di consulenza, che a parere di Deiara costituiranno il motore dello sviluppo della ricerca etno-musicologica, della musica strumentale, degli aspetti ritmico-melodici-armonici e della vocalità, dei testi e della collaborazione con altri generi nel rispetto delle identità. I coordinatori di tali organismi andranno a formare un gruppo di lavoro diretto dal maestro Antonio Sanna. Quest’ultimo ha proposto una sezione di esperienze nuove nel rispetto di quello che ha definito “lo spirito della Sardegna”. Una proposta che è stata successivamente sostenuta dal professor Gabriele Ferdinelli che ha presentato frammenti del suo “Jazz Te Deum”, costruito su una successione armonica del coro di Castelsardo. Il professor Antonio Ligios ha sottolineato alcuni aspetti della problematica in esame, quali lo sfruttamento commerciale della musica popolare della Sardegna, l’auto produzione dei gruppi, l’inevitabile evoluzione dei brani nell’arco di un ventennio. Chiaramente provocatorio l’intervento del professor Tonino Delitala. “La tradizione è già contaminata”, ha affermato lo studioso, nel chiedersi cosa vuol dire tradizione e cosa significa innovazione. Molto significativo l’intervento del maestro Simone Sassu che ha presentato un lavoro di ricerca svolto sotto la guida del padre a Scano Montiferro. Il segretario del premio di letteratura sarda, Antonio Canalis, ha rilevato il fortissimo legame fra poesia e musica e l’unicità culturale della Sardegna. Miuccio Farina