Convegno Fondazione Andrea Parodi – Ozieri 20 aprile 2013

Ascolto: DVD n. 01 Traccia: dal minuto 41.40 al 44.45 Regia: Stefano Di Franco
Audizione privata – Coro di Uri, Primo premio ex aequo Biennale Ozieri 2012 – Brano edito “Badde Lontana” di Antonio Strinna (testo) e Antonio Costa (musica); arrangiamento di Marco Lambroni

01. Idee
L’idea di Antonello Lai di Ozieri di far nascere un Premio per Cori Tradizionali Sardi mi affascinò immediatamente, in quel lontano 1987. Si presentarono subito tre problemi: come sfuggire ai condizionamenti delle diverse “tifoserie” dei Cori blasonati; a quali giurati affidare il non semplice compito di valutare i canti inediti; quale ruolo assegnare al Coro Città di Ozieri che, al tempo, condivideva con la neonata Associazione Sostenitrice del Premio Biennale soci e cantori, al fine di evitare accuse di “manipolazione” dei risultati a favore dei “padroni di casa”.
Nacque così un concorso incardinato su elementi inattaccabili.
a. La Giuria, a parte il cortese diniego ricevuto dal compianto etnomusicologo Pietro Sassu, venne costituita con musicisti e docenti di altissimo livello: Don Antonio Sanna, fondatore e direttore del Coro Polifonico Turritano, nonchè componente delle Giurie di Arezzo e Gorizia, nel ruolo di presidente; Antonio Ligios, docente di Storia della Musica presso il Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa”, concertista e Critico musicale del quotidiano “La Nuova Sardegna”; Gabriele Verdinelli, docente di Musica d’insieme per fiati al citato Conservatorio “Canepa” e direttore della Corale “Santa Cecilia”; Gian Battista Ledda, docente di Teoria e solfeggio sempre al “Luigi Canepa”, già direttore della Corale “Antonio Vivaldi” di Sassari; Giovanni Maria Pasella, docente di Educazione Musicale, compositore e direttore del Coro “San Pietro” di Tempio Pausania; Antonio Delitala, docente di Educazione Musicale e direttore del Coro “Città di Olbia”. Tre le presenze fortemente innovative: Antonio Canalis, poeta e segretario del Premio Ozieri di Letteratura Sarda; Mario Meledina, cantore del Coro Tradizionale Sardo “Città di Ozieri” e componente della storica formazione dell’omonimo Cuncordu; lo scrivente che rappresentava il raccordo tra la sedicente “Musica colta” e il “vissuto musicale” della Sardegna degli Anni Settanta, nonchè gia direttore dei Cori Tradizionali Sardi “Lachesos” di Mores (SS) e “Città di Ozieri”.
b. L’audizione privata (vedi DVD n. 01) fu la risposta vincente alle pressioni dei “supporters” dei Cori storici. Ricordo ancora lo strabiliante effetto della fine dell’interpretazione del canto edito del Coro in concorso nel silenzio più totale da parte della Giuria, eccezion fatta per un “Grazie!” pronunciato dal Presidente. Ho visto molti grandi maestri sbiancare… Il Concerto di fronte al pubblico ripagava ampiamente maestri e cantori ma non sempre si registrava la coincidenza tra valutazione della Giuria e giudizio del pubblico.
c. Il Coro “Città di Ozieri”, ab origine, venne escluso dalla competizione ed ebbe l’onore e l’onere di aprire il Concerto proponendo le novità del proprio repertorio “fuori concorso”. Solo nell’ultimo decennio l’Associazione sostenitrice, presieduta dal presidente Pinuccio Aini, ha deliberato l’accettazione del Coro “Santu Nigola” di Ozieri, troppo giovane per essere accusato di beneficiare dei favori di una Giuria stabile da un quarto di secolo.
Ascolto: “Serenada” DVD n. 2 – Traccia n. 2 dal minuto 00.00 al 02.55 Regia: Stefano Di Franco
Coro di Uri – Direttore: Marco Lambroni – Menzione della Giuria per la migliore interpretazione Biennale Ozieri 2010 – Brano edito: “Serenada” del Coro Barbagia di Nuoro – Direttore: Gioacchino Scrugli – Primo Premio “Biennale Ozieri” 1990

02. Risultati
Il Premio Città di Ozieri per Cori Tradizionali Sardi, oggi chiamato da tutti la “Biennale Ozieri”, ha conseguito quattro risultati fondamentali.
• In primo luogo è ancora vivo ed attivo, anzi si è rinnovato nella continuità in occasione del venticinquesimo genetliaco, come si evince dal sito www.biennaleozieri.it , e si è consolidato nel tempo quale vero punto di riferimento per la cultura musicale popolare e/o d’ispirazione popolare della Sardegna. I Cori Tradizionali Sardi “laureati” ad Ozieri citano tale risultato nei propri curricola e negli articoli pubblicati sui media;
• grazie all’incomparabile lavoro di Antonio Canalis, dai testi spesso di scarsa rilevanza poetica prodotti dal… vicino di casa, si è attinto a piene mani dallo sconfinato patrimonio del Premio Ozieri di Letteratura Sarda; in altre parole, credo di poter affermare senza tema di smentita che anche la “Biennale Ozieri”, nel solco del fratello maggiore “Premio Ozieri”, creatura del saggio Tonino Ledda, ha portato il proprio mattone per costruire un nuovo e possente antemurale: quello che ha impedito la cancellazione della Lingua e dell’identità dei cittadini della Sardegna.
• i sintetici pareri di Mario Meledina, vera “voce della tradizione”, ci hanno consentito di tenere la barra dritta nell’ottica di una specie di “teologia negativa”, per dirla col filosofo Plotino: non si può imbrigliare la creatività, per cui risulta più utile dire cosa non è opportuno fare al fine di conservare il rispetto della tradizione; per i compositori che scalpitano come i cavalli di manzoniana memoria si è provveduto all’apertura di una “Sezione evolutiva”, eufemismo che rimanda alla più cruda “contaminazione”.

Ascolto: DVD n. 01 Traccia: dal minuto 22.00 al minuto 25.12 – Regia: Stefano di Franco
Brano edito: “La Corsicana” – Coro di Loiri – Primo Premio ex aequo Biennale Ozieri 2012 – Armonizzatore e Direttore: Bernardo Deriu –

03. Prospettive
La nuova frontiera della “Biennale Ozieri si chiama “Scuola Internazionale Città di Ozieri per Armonizzatori e Direttori di Cori Tradizionali Sardi”. Sono il più giovane dei maestri anziani e ho superato il mezzo secolo. Uno dei miei ormai numerosi allievi si sta laureando al Conservatorio di Sassari e armonizza e dirige due Cori Tradizionali Sardi. Si chiama, ironia della storia, Bossi di cognome e Silvio di nome… Uno dei tanti ragazzi che non capivano la Lingua Sarda oggi armonizza le poesie dei nostri poeti. Possiamo parlare di veicolazione della Lingua Sarda?
L’Accademia, così come l’Arcadia di cui mi parlava l’ideatore del Premio Ozieri di Letteratura Sarda, il maestro Tonino Ledda, tende a diventare autoreferenziale e sterile. Le quinte e le ottave per moto retto, severamente vietate dall’armonia classica, possono trovare spazio in strutture armoniche che esprimono diversi “punti d’ascolto” sulla Musica Popolare e/o d’Ispirazione Popolare della Sardegna. La Scuola della Biennale Ozieri si propone di educare al metodo:

  • ascoltare ed analizzare con umiltà e rispetto le composizioni unanimemente riconosciute come “popolari”, cioè fatte proprie dal popolo, a prescindere dal compositore; negli Settanta ed Ottanta ho vissuto in prima persona l’esperienza di quelli che volevano “correggere” i canti dei Cori Tradizionali Sardi;
  • apprendere i princìpi fondamentali dell’armonizzazione per Cori Tradizionali Sardi;
  • utilizzare testi in Lingua Sarda o nelle Varietà Alloglotte tratti dal Premio Ozieri di Letteratura Sarda;
  • insegnare le nuove composizioni ed incidere un CD da diffondere nelle Scuole e presso i Circoli degli Emigrati Sardi in Italia, in Europa e nel Mondo;
  • affidare l’armonizzazione e la direzione dei Cori Tradizionali Sardi ai maestri giovani formati nella Scuola della “Biennale Ozieri”.

Ascolto: DVD n. 01 Traccia: dal minuto 10.22 al minuto 13.29 (Conclusione minuto 15.07) – Coro “Santu Nigola” di Ozieri – Armonizzatore e Direttore: Gavino Lisai – Menzione Speciale della Giuria per la ricerca Biennale Ozieri 2010 – brano inedito: “S’Addiaddoi” –

Conclusione: Discorso “interrotto”
Ritengo sia impossibile raccontare in due decine di minuti il percorso di oltre cinque lustri del Premio Biennale Città di Ozieri per Cori Tradizionali Sardi. Al fine di continuare questo discorso “interrotto”, invito i presenti, gli appassionati e gli studiosi a visitare il sito www.biennaleozieri.it e a ricercare su “youtube” i canti del Coro “Città di Ozieri”: “Sos ibbavados” e “S’abba ‘e Cantareddu”, pietre miliari della tradizione; “Sa carrela ‘e s’amore” e l’ Inno “in pectore” della Regione Autonoma della Sardegna “Procurad’e moderare”, melodie ed arrangiamenti in quello che potremmo definire “stile classico”.
Diceva un grande saggio che quando l’uomo non riesce ad esprimere i propri sentimenti con le parole utilizza il canto. Oggi assistiamo al rifiorire della Lingua Sarda e delle Varietà Alloglotte veicolate dai canti di solisti, cantori, cori, bands, rappers, “cantadores a chiterra” che frequentano le Scuole Medie, giovani “poetas a bolu”. Un popolo che si esprime attraverso il canto è vitale, orgoglioso della propria storia, della propria identità, della propria lingua. Lo aveva intuito Francesco Ignazio Mannu di Ozieri: “… cando si tenet su bentu / est prezisu bentulare” (“… quando è in favore il vento / si deve separare il grano dalla pula”).