Coordinate compositive per la Sardegna del Terzo Millennio. La relazione presentata al convegno “Faeddende, Iscriende e cantende in sardu” organizzato il 31 ottobre 2015 a Ozieri dall’associazione “Premio Biennale per cori Tradizionali sardi”
01. Il codice prosodico e il brano “lirico”
“Il Codice Prosodico – sostiene il mio Maestro Carlo Delfrati, docente di Didattica della Musica al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano – rappresenta l’irruzione del Codice Musicale nel Codice Linguistico Verbale”. Pensate che il regista russo Konstantin Sergeevič Stanislavskij (Mosca 1863 – ivi 1938), nelle audizioni riservate agli aspiranti attori, chiedeva che il candidato pronunciasse la frase “Questa sera” in 50 modi differenti. Cambiare il significato delle parole senza modificare le parole stesse. Dal Codice Prosodico al Rap il passo è breve. Sul Rap in Lingua Sarda, alcuni anni or sono, si è tenuto un interessante convegno al Teatro “Oriana Fallaci” di Ozieri, con un appassionante confronto tra i poeti improvvisatori sardi ed i rappers. Quando, all’inizio degli Anni Ottanta, armonizzai la poesia “Non ti chelzo furare a Deus” di Monserrato Meridda di Ozieri, vincitore del Premio Giuseppe Calvia “Lachesinu” di Mores organizzato da Antonio Canalis, scoprii la necessità di ascoltare i poeti sugli aspetti prosodici della Lingua Sarda. In sintesi, si può affermare che esiste una musicalità della Lingua ed esiste una musicalità della Lingua Sarda.
Ho portato con me un documento sonoro elaborato nel 2001, l’anno nel quale ho composto l’unico Inno Ufficiale della storia della “Dinamo-Banco di Sardegna” con la collaborazione poetica di Monserrato Meridda (ricordo che da quel primo lavoro scaturirono due inni in Sardo: quello dell’“Anmic Terra Sarda” di basket in carrozzina e quello della Torres Femminile). È una versione lirica di un’asperrima poesia di Giuseppe Calvia, “Disillusione”, che ci siamo permessi di “rinominare” come “Amargura”. La voce è del tenore Antonio Bertulu, lo stesso dell’Inno della Dinamo. Proposi “Amargura” al “Premio Faber”, concorso in onore di Fabrizio De Andrè. Preferirono chiamarmi in Giuria…
Ascolto: “Amargura”
Giuseppe Calvia, Monserrato Meridda, Antonio Maria Pinna e diversi altri Poeti di Sardegna mi hanno affascinato con versi musicali che, parafrasando Michelangelo (il quale, ovviamente, parlava di marmo e non di testo poetico), contenevano e contengono al loro interno una musicalità che il musicista deve solo liberare e trasformare in composizione e spartito. Il ritmo delle parole è accattivante, il “suono” dei versi ammaliante: entrambi catturano l’orecchio dell’ascoltatore e ispirano la creatività del compositore. Lo insegnava Vincenzo Galilei, padre del più conosciuto Galileo e componente della Camerata De’ Bardi che, alla fine del 1500 d.C., fece nascere il “Recitar Cantando”.
02. La dignità de “Sa Limba Sarda in Musica”
La Musica, come ho avuto l’onore di sostenere nella Sesta Conferenza Regionale Annuale ad Alghero nel 2011, e successivamente nella Settima ad Aggius nel 2012 e nell’Ottava a Castelsardo nel 2014, è il più formidabile strumento di veicolazione della Lingua Sarda. Il “Popolo della Musica” conta decine e decine di migliaia di appassionati. Quando dirigevo i Cori Sardi, i colleghi diplomati in Conservatorio sorridevano perché consideravano “inferiori” i brani di estrazione popolare (Béla Bartók e Zoltan Kodaly non avevano insegnato alcunché…). Poi li ho visti sbiancare quando si sono presentati con il Coro da loro diretto al “Premio Biennale Città di Ozieri per Cori Tradizionali Sardi”, per tutti la “Biennale Ozieri”, geniale creatura di Antonello Lai, della quale mi onoro di coordinare la Giuria dal 1987.
Nell’anno accademico 2008-09 ho superato il concorso pubblico per Supervisore del Tirocinio al Biennio Formazione Docenti del Conservatorio “Luigi Canepa” di Sassari. La Musica popolare della Sardegna è stata proposta ai miei tirocinanti. La musicalità dei versi del “Deus ti salvet, Maria” ha conquistato anche loro. E’ la pena del… contrabbasso!
03. I giovani Maestri
Oggi diversi giovani Maestri, laureati in Conservatorio, armonizzano e dirigono Cori Polivocali Sardi. E’ il futuro. Noi, la generazione della “Lingua Sarda Negata”, quelli rieducati a pensare in Lingua Italiana, passiamo il testimone alle nuove generazioni. Antonio Canalis, segretario del “Premio Ozieri di Letteratura Sarda”, afferma che sulla Lingua Sarda abbiamo vinto molte battaglie ma potremmo perdere la guerra; per quanto concerne la Musica Popolare della Sardegna e, Pietro Sassu docet, d’Ispirazione Popolare della Sardegna, posso affermare che abbiamo già vinto la guerra, anche se permangono sacche di resistenza da parte dei “talebani del pentagramma”. Per la preparazione dei nuovi giovani Maestri, ma anche per tutti gli Appassionati autodidatti, è stata creata dall’Associazione presieduta da Pinuccio Aini la “Scuola Internazionale Città di Ozieri per Armonizzatori e Direttori di Cori Tradizionali Sardi”, sul progetto didattico dello scrivente.
04. Sa Die de sa Sardigna e Sa Limba Sarda in Musica
Lingua Sarda e Musica o, se preferite, “Sa Limba Sarda in sa Musica”, costituisce un binomio vincente sul quale sono stati costruiti gli eventi de “Sa Die de Sa Sardigna” del triennio 2011-2013 attraverso l’apertura agli studenti delle Scuole di ogni ordine e grado, Conservatori di Musica di Cagliari e di Sassari compresi. In “Sa Die” del 2015 il mio “arrangiamento prosodico” del “Procurad’e moderare”, “Il Cantagiro canta in Sardo” e “La Canzone Identitaria Sassarese” del Festival “Cantu eu puru” hanno riaperto un discorso che sembrava chiuso. Due band di Sardegna, la “Migo’s Band” e i “Triulas”, hanno partecipato alle finali nazionali del “Cantagiro”.
05. Le prime Opere in Lingua Sarda e nelle Varietà Alloglotte
L’autore dell’elaborazione per Grande Orchestra e Coro del “Procurad’e moderare”, il Professor M° Gian Battista Ledda del Conservatorio di Sassari, ha composto “Paràulas e Sonos de Sardigna”, opera musicale a carattere didattico in lingua sarda e nelle varietà alloglotte per voce recitante, soli, coro e orchestra giovanile che si articola in quindici brevi quadri. Il lavoro ha ricevuto, per la parte letteraria dei testi non musicati, l’imprimatur del Segretario del “Premio Ozieri di Letteratura Sarda”. “Paràulas e Sonos de Sardigna”, nell’arco di una manciata di minuti, presenta (rivisitate con gli strumenti dell’orchestra classica) alcune delle forme vocali e strumentali più conosciute della nostra Isola, unitamente ad altri brani originali ispirati alla tradizione della musica popolare della Sardegna. La composizione, rivolta in modo particolare ai giovani studenti sardi più lontani dalla nostra lingua madre, si propone di offrire una ulteriore opportunità di riflessione sulle proprie radici culturali, linguistiche e musicali. Si rimarca che la durata assai contenuta dell’opera è motivata dalle strategie metodologiche della moderna didattica dell’ascolto.
I testi musicati sono stati scritti in epoche storiche diverse da personaggi illustri della cultura della Sardegna, maestri della lingua sarda e delle varietà alloglotte, quali ad esempio Bonaventura Licheri, Don Baignu Pes e Cesarino Mastino.
Il secondo lavoro di Gian Battista Ledda si intitola “Ammentos de Eleonora”, per voce narrante, coro maschile, arpa, quattro violoncelli e contrabbasso. É un’opera a carattere letterario e musicale interamente in lingua sarda della durata complessiva di 75 minuti. Contiene brani originali ed elaborazioni vocali e strumentali di canti per coro polivocale sardo del compositore Salvatore Saba, direttore del Coro “Maurizio Carta” di Oristano. L’opera ruota intorno alla figura di Eleonora d’Arborea, affidata ad una voce narrante femminile che, prendendo spunto dai brani in programma, con monologhi in prosa e lettura di poesie di autori sardi, rievoca ricordi legati alla storia della sua famiglia e della sua epoca alternandoli con altri di carattere fantasioso. La lettura delle poesie è, quasi sempre, accompagnata dalla rivisitazione strumentale per arpa di motivi musicali, le cui linee melodiche sono tratte da un prezioso codice della seconda metà del XIV secolo, custodito a Oristano nell’Archivio del Monastero di Santa Chiara.
Ultima, ma solo in ordine di tempo, la commedia in lingua sarda di Giommaria Manunta “Su cinema in Tissi”, della quale Gian Battista Ledda ha composto la colonna sonora per flauto e quattro violoncelli, con rielaborazioni di canzoni degli anni ’50 e musiche originali attinte dalla tradizione vocale e strumentale della nostra terra. La commedia è stata scritta per ricordare e celebrare il film “Proibito” (1954), di Mario Monicelli, i cui esterni sono stati girati interamente a Tissi con comparse scritturate esclusivamente fra gli abitanti del paese. La prima rappresentazione, avvenuta a Tissi il 26 settembre 2015, ha riscosso vivo successo di pubblico e di critica.
Se penso che, quando frequentavo le elementari, parlare in Lingua Sarda era… “proibito”…
06. “Procurad’e moderare”, un Inno per la Regione Sardegna
La Regione Autonoma della Sardegna ha una bandiera, un gonfalone e un sigillo. Si potrebbe completare la normativa “identitaria” con l’indicazione dell’Inno Ufficiale e promuovere un “Concorso di idee” (a costo zero) per musicisti Sardi, ovunque risiedano, finalizzato all’elaborazione e all’orchestrazione del nuovo inno della nostra Isola. E’ prevedibile che le Orchestre e i Cori dei Conservatori di Cagliari e Sassari sarebbero orgogliosi di eseguire ed incidere la partitura vincitrice.
In questo momento storico, in Sardegna esistono tre proposte di inno: “Cunservet Deus su Re”, ovvero l’“Hymnu Sardu Natzionale”, di G. Gonella e V. Angius, che B. Saba propone con un nuovo testo; “Sardigna – Innu Sardu” di L. Silesu e A. Casula “Montanaru”; “Procurade ‘e moderare”, testo di F. I. Mannu di Ozieri e melodia popolare della Sardegna, tratta dai “Gosos”. Il primo inno risulta chiaramente “monarchico” e il nuovo testo non può modificare le strutture ritmico-melodiche proprie di un linguaggio musicale estraneo alla Sardegna. Adottarlo equivarrebbe ad avere un inno in contraddizione con la presa di coscienza identitaria della Regione Autonoma Sardegna, cioè un inno “coloniale”. La composizione di Silesu e Montanaru rispetta i canoni dell’inno “repubblicano”, sia nel testo sia nella musica, caratterizzata dalla cellula ritmica “militare”, secondo la definizione del M° Carlo Delfrati, propria della “Marsigliese” e del “Fratelli d’Italia”. Non essendo conosciuto dai Sardi, tuttavia, non risponde alla caratteristica essenziale di “musica popolare”, cioè “fatta propria dal popolo”. “Procurade ‘e moderare” rientra pienamente nella categoria di inno “repubblicano” e presenta le peculiarità di composizione “popolare”, sia per quanto attiene al testo, sia relativamente alla linea melodica mutuata dai citati “Gosos”. Qualora diventasse Inno Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna, sarebbe indispensabile curare in modo particolare gli aspetti armonico ed agogico, al fine di connotare le versioni per organici diversi dell’inno stesso nel pieno rispetto del valore identitario dell’elaborazione e dell’orchestrazione della nostra “bandiera musicale”.
Procurad’e moderare (tratto dal blog www.antoniodeiara.it)
(esecuzione del Coro “Sant’Austinu” di Alà dei Sardi)
07. Il “Procurad’e moderare” matriarcale
È stata la richiesta del direttore del Coro “Nova Euphonia”, Vincenzo Cossu, a spingermi verso un sentiero che speravo di poter esplorare da tanti anni: diffondere l’arrangiamento per coro polifonico a voci miste, quindi maschili e femminili, del brano proposto quale inno della Sardegna, il “Procurad’e moderare” con il testo di Francesco Ignazio Mannu e la musica popolare tratta dai “Gosos”. I Cori polifonici sardi, da non confondere con quelli “polivocali sardi” maschili o femminili, eseguono i canti della tradizione della Sardegna utilizzando elaborazioni “classiche”, cioè rispettose delle regole dell’armonia che si studia in Conservatorio. L’effetto, all’orecchio dell’ascoltatore, risulta gradevole ed accattivante; non posso dimenticare che, negli anni Ottanta, la neonata “Biennale Ozieri” per cori tradizionali sardi si dovette confrontare con il pregiudizio dei maestri che concepivano la polivocalità sarda “nobilitata” da inserti sempre più numerosi estrapolati dalla polifonia classica. Secondo costoro, bisognava “correggere” gli “errori ritmici e armonici” dei canti della tradizione della Sardegna.
Lo spartito e l’mp3 allegati al presente scritto nascono seguendo tre linee guida: 1. rispetto della metrica, del ritmo e della musicalità della lingua sarda; 2. impiego delle strutture armoniche proprie del canto polivocale sardo senza stravolgere l’equilibrio delle voci del coro polifonico classico; 3. scelta del solista adatto a “declamare in musica” i versi del Mannu. Quest’ultimo elemento si è rivelato importantissimo: il solista, che nel mio arrangiamento originario ha la funzione di “guidare” il coro nei cambi di tonalità non rispettosi delle regole dell’armonia classica ma propri dell’armonia sarda (s’asciàda e s’abbasciàda), in questa nuova versione è stato affidato ad una voce femminile, ad un contralto. La voce intonata della donna guida il coro così come la voce prosodica della “mater familias”, peculiare della cultura sarda, regge con mano ferma il timone della famiglia nelle tempeste piccole e grandi della vita quotidiana. I versi di Francesco Ignazio Mannu assumono una nuova connotazione dal gusto antico: non fu la voce di una donna, Eleonora d’Arborea, a dettare ai sardi regole comuni? Non furono le parole scritte di un’altra donna, Grazia Deledda di Nuoro, a dar voce ai sardi del suo tempo? Non risuonarono nel mondo le melodie di Sardegna grazie alla voce di Maria Carta di Siligo?
Procurad’e moderare voci miste.mp3 (tratto dal blog www.antoniodeiara.it)
L’arrangiamento del “Procurad’e moderare”, costruito sulla linea melodica codificata da Gian Battista Ledda, e che ho firmato insieme ad un giovane compositore laureato in Direzione di coro, Silvio Bossi, è costruito nel rispetto dell’armonia sarda e risulta adatto a tutti i cori, quelli dal grande organico e dalla lunga esperienza e quelli nati da poco tempo ma ricchi di entusiasmo e voglia di costruire un grande futuro. Auspico che il brano proposto come inno della Regione Sardegna, il “Procurad’e moderare” di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri, possa essere cantato senza difficoltà tecniche dai cittadini di ogni età della nostra Isola, secondo lo stile preferito; l’importante è non dimenticare che la lingua sarda e le varietà alloglotte possiedono una metrica, un ritmo, una musicalità uniche al mondo. Aggiungiamo l’armonia sarda e… non abbiamo bisogno di alcuna forma di “colonialismo musicale”!
08. La proposta: la Musica come strumento di apprendimento della Lingua Sarda, nel rispetto della “metrica” e della “musicalità’” della “Lingua cantata”
La musica costituisce la forma di linguaggio più vicina alla sensibilità dei giovani. Essa è capace di promuovere l’apprendimento di una lingua attraverso la pratica vocale-strumentale di un repertorio strutturato in modo funzionale a tale percorso didattico. Esiste una “musicalità” della Lingua Sarda che emoziona l’ascoltatore e motiva l’interprete vocale-strumentale. L’impiego del codice prosodico favorisce in modo assai significativo la conoscenza delle possibilità espressive della Lingua Sarda e delle Varietà Alloglotte nel confronto paritetico con le altre lingue.
La proposta didattica dello scrivente, in estrema sintesi, è la seguente:
1. Promuovere nelle Scuole di ogni ordine e grado, e in particolare negli Indirizzi Musicali, l’apprendimento di un repertorio che contenga il 50% dei brani vocali-strumentali in Lingua Sarda e nelle Varietà Alloglotte, da apprendere nel rispetto della “metrica” e della “musicalità” della “Lingua cantata”;
2. Promuovere nelle Scuole Civiche di Musica la produzione di eventi finali che comprendano il 50% di brani vocali-strumentali in Lingua Sarda e nelle Varietà Alloglotte, da apprendere nel rispetto della “metrica” e della “musicalità” della “Lingua cantata”;
3. Promuovere nelle Bande Musicali e nei Cori Polifonici e/o Parrocchiali la produzione di eventi finali dei corsi annuali che comprendano il 50% di brani vocali-strumentali in Lingua Sarda e nelle Varietà Alloglotte, da apprendere nel rispetto della “metrica” e della “musicalità” della “Lingua cantata”;
4. Promuovere lo studio dell’Inno della Sardegna nelle Scuole di ogni ordine e grado in collaborazione con le Istituzioni Scolastiche, gli Indirizzi Musicali, le Scuole Civiche di Musica, i Cori Polivocali Sardi e/o Polifonici e/o Parrocchiali presenti nel Comune, Inno da apprendere nel rispetto della “metrica” e della “musicalità” della “Lingua cantata”;
5. Promuovere nei Conservatori di Musica di Cagliari e Sassari la composizione, lo studio, la produzione annuale e la circuitazione di Opere didattiche per gli alunni delle Scuole della Sardegna interamente in Lingua Sarda e nelle Varietà Alloglotte, nel rispetto della “metrica” e della “musicalità” della “Lingua cantata”.
Ozieri, 31 ottobre 2015
Antonio Deiara
Docente di Musica Istituto Comprensivo Statale – Ittiri – SS
già Supervisore al Biennio Formazione Docenti del Conservatorio di Sassari
Ideatore del Metodo didattico “Pentagrammando”
