Convegno dell’Accademia Popolare Gallurese “Gavino Gabriel”, Tempio Pausania, 30 settembre 2014

Ringrazio l’Accademia Popolare Gallurese “Gavino Gabriel”, nella persona del presidente Giuseppe Sotgiu, per il cortese invito. È per me un grande onore presentare l’opera didattica di Gavino Gabriel. Stasera permettetemi di farlo attraverso la mia testimonianza umana e professionale.

Il 4 novembre del 1980 ho preso servizio in qualità di docente di Educazione Musicale nella Scuola Media di Bonnanaro. Era l’anno della morte del “Vate” nato a Tempio Pausania: Gavino Gabriel si spense a Roma il 28 novembre 1980.
Non era la prima volta che la mia vita musicale si intersecava con quella del Maestro. Ecco la prova: “Corso di Educazione Musicale” di Gavino Gabriel – E.I.A. Editrice Italiana Audiovisivi – Roma, via Alpi n° 9, pagina 13. “ALL’ITALIA” di un suo coetaneo marchigiano, Domenico ALALEONA (1881-1928). Il mio professore di Educazione Musicale ci insegnò il brano nel 1972-73. “Edizioni Culturali della Discoteca di Stato – Centro Nazionale Sussidi Audiovisivi”.

Colpisce la dedica dell’Autore: “Dedico questo Corso di Educazione Musicale agli educatori – genitori e insegnanti – che soli possono dare pace nel lavoro e lavoro nella pace all’umanità”. Una nota a piè di pagina: “L’autore e l’Editoriale Italiana Audiovisivi gradirebbero dai Signori Professori osservazioni, suggerimenti e consigli su questo Corso di Educazione Musicale”.
L’impostazione didattica di quello che ritengo di poter definire senza tema di smentita “Metodo Gavino Gabriel” è anche figlio del suo tempo, con un’impostazione lineare che parte dal ritmo per poi svilupparsi con la melodia e concludersi con l’armonia. Sono i Programmi scolastici del secondo dopoguerra che solo col D.M. 9 febbraio 1979, presente il mio maestro Carlo Delfrati, approderanno ad una duplice visione dell’Educazione Musicale: quella legata al “fare musica” e quella incentrata sull’ “ascoltare musica”. Di notevole interesse la visione futuristica del Maestro di Tempio Pausania: la chitarra è definita “strumento sussidiario” e… siamo nel 1961!
“È un canto adatto ad avviare il passo di marcia nelle passeggiate scolastiche”, scrive Gavino Gabriel; le indicazioni sono numerose ed evocative: “… tono di voce pacato ed armonioso”. Parapedagogica la definizione di “silenzi ammonitori”; scientifiche le “Scheda otoiatrica” e quella “otolaringoiatrica”. Precisissima la “Partitura” strumentale e il “Partimento” vocale.
Affascinante la definizione di Giulio Caccini o Giulio Romano (Roma 1546 – Firenze 1618) quale “capostipite dei cantautori”. La conoscenza e il rispetto della parola.

La lingua e la lingua sarda e le varietà alloglotte. Gabriel utilizza la lingua italiana e non inserisce brani popolari della Sardegna nel suo metodo; al contrario, dedica alla musica popolare della Gallura, che abbiamo apprezzato nella superba interpretazione del “Coro Gabriel” di Tempio Pausania, e alla varietà alloglotta Gallurese una parte significativa del suo libro “La Sardegna di sempre” – Editrice Sarda Fossataro – Cagliari 1971. Oggi è presente in questa sala un Maestro di estrazione classica (o colta) che compone affondando le sue radici nella cultura identitaria, linguistica e musicale della Sardegna: Gian Battista Ledda, autore dell’elaborazione e dell’orchestrazione dell’inno “in pectore” della Regione Autonoma della Sardegna che ha aperto, al Teatro Verdi di Sassari, “Sa Die de sa Sardigna” 2013.

Esaminiamo ulteriormente il “Metodo Gabriel”:

A) Educazione dell’orecchio: a) Suoni e rumori – b) Voci della natura
B) Educazione della voce – All’Italia – Cori a una e a due voci – Cànoni a due e tre voci – Partimento a 4 voci bianche (Negli esempi prevale la voce virile)
C) Educazione del gusto musicale – Ritmo – Melodia – Armonia Timbri vocali – Timbri strumentali – Solisti vocali e strumentali – Complessi vocali e strumentali
Repertorio esteso e vario, compresi canti delle Regioni ma col testo in italiano.. Brevi schede biografiche dei grandi musicisti ma anche dei coevi; la sua è a pag. 55. Cita Achille Schinelli, autore di un metodo che si diffuse nelle Medie e nelle Superiori.
Lasciamo parlare Giuseppe Prezzolini che, nella Prefazione-Confessione di “La Sardegna di sempre”, afferma: ” (Gavino Gabriel) Fondò e diresse la Discoteca di Stato: promosse la educazione musicale con un libro d’insegnamento scolastico adottato in settemila Scuole medie unificate.”
Ascoltiamo “La Stella d’Italia”, testo di Gavino Gabriel (1881-1980), musica di Umberto Giordano (Foggia 1867- Milano 1948): pag. 52 – DSM 220..
Credo di poter affermare che nell’opera didattica di Gabriel sia presente una tassonomia “ante-Bloom”, una programmazione strutturata e funzionale alla maturazione degli alunni. E una coerenza adamantina, ben delineata anche nei documenti contenuti nell’ultima fatica di Giuseppe Sotgiu.

La didattica di oggi è fondata sulla nuova Scuola Italiana di Carlo Delfrati, Gino Stefani, Johannella Tafuri, Giordano Bianchi e altri: la musica è considerata una forma di linguaggio accessibile a tutti i cittadini a prescindere dalle condizioni culturali, sociali, economiche e… anagrafiche! In particolare, il mio maestro Carlo Delfrati propone una didattica “circolare”, cioè costruita sullo sviluppo delle competenze relative a ritmo-melodia-armonia nello stesso tempo, e “a spirale”, vale a dire per livelli successivi con ritorni ciclici. Diciamo basta ai “talebani del pentagramma”, gente che crede di avvicinare l’ascoltatore alla musica come l’iniziando ai Misteri Eleusini. E basta col “terrorismo didattico” che produce solo una triste sequela di abbandoni degli studi musicali!

Ho creato il Metodo “Pentagrammando”, o Metodo Deiara, che concretizza nella didattica quotidiana gli insegnamenti del mio Maestro. Credo che un “Grazie!” a Gavino Gabriel sia dovuto da tutti noi che ci occupiamo di didattica: Gabriel era figlio del suo tempo ma ha avuto il coraggio di innovare, pagando in prima persona, come dice Giuseppe Prezzolini nella citata Prefazione-Confessione al libro “La Sardegna di sempre”, la sua rettitudine, la sua coerenza e la coscienza della sua identità culturale, linguistica e musicale di Sardo della Gallura.

Chiudo la mia relazione con un appello alla comunità e alle Istituzioni di Tempio Pausania, della sua Provincia e della Sardegna: urge un “travaso” in CD del materiale didattico contenuto nei dischi pubblicati da Gabriel per le Scuole d’Italia, un DVD con le interpretazioni da parte di giovani Maestri Sardi, residenti in Sardegna e in tanti Paesi dell’Europa e del Mondo, delle Opere musicali del Maestro di Gallura.
Credo che i grandi musicisti e didatti di Sardegna siano esistiti ed esistano, e che sia arrivato il momento di riconoscerli, rispettarli e farli conoscere, a partire da Gavino Gabriel, il Gallurese d’Europa.

Tempio Pausania, 30 settembre 2014