Gorizia schiantata 90-67, 4 successo di fila per i sassaresi – La Nuova Sardegna, 5 novembre 2001

Certo che questo Banco con la storia del «siamo giovani, dobbiamo crescere» si è creato un alibi di ferro, a prova di qualsiasi investigatore della B1 di basket. Ieri nella quinta di andata i sassaresi hanno macinato la Despar Gorizia per 90-67. Con la scusa del volare basso e con la forza del 4 successo consecutivo su cinque incontri i biancocelesti zitti zitti volano in alto e conservano il secondo posto, pronti nel contempo a mettere a tacere chiunque quando arriverà una sconfitta appena diversa da quella dell’esordio, quando il Banco quasi non scese in campo a Cremona e quando la verginità violata così presto mise a tacere – quasi per pudore – ogni scandalo. Ieri al palasport i tifosi, che crescono ancora toccando il migliaio, si sono anche divertiti. Non solo per la musica (buone le scelte del deejay, dagli Chic ai Queen) che grazie all’impianto stereo portato da casa dall’autore dell’inno professor Antonio Deiara ha finalmente rotto i silenzi negli intervalli, ma soprattutto per il crescendo da Bolero che la squadra di Massimo Bernardi ha impresso all’incontro. È stata una cavalcata, quello che ha stordito un Gorizia che pure arrivava gasato dall’aver eliminato Mestre dalla Coppa di Lega e da una convincente vittoria in campionato. Un crescendo coordinato dalla bacchetta di un Federico Rotondo ieri Mvp, come da un Francesco Guarino che nell’unico momento di quasi difficoltà del Banco (37-33 al 5′ del 3 quarto) ha fatto rifiatare il sassarese e piazzato un tiro da tre importante, e da 5 uomini in doppia cifra più uno (D’Iapico)… quasi. Non è sul piano del punteggio che si è giocata la gara (tanto che alla fine coach Bernardi il punteggio lo ha chiesto ai giornalisti), ma su quello tattico e della costanza. Partiti bene i biancoazzurri hanno finito meglio (massimo vantaggio alla sirena, +23) rinunciando a intestardirsi nella marcatura di un Martina (30 punti) che da solo non poteva vincere e puntando sul contropiede nato da una grande difesa (bene Carrizo all’inizio), in particolare dalla ormai usuale zona 3-2 piazzata prima come scelta e poi per necessità, quando i due lunghi Rifatti e Rolando erano carichi di falli. I parziali parlano chiaro: dal 5-5 del 3′ al 15-8 del 5′, fino al +12 (29-17) costruito anche da un buon Carrizo. Primo quarto 30-19, e partita già orientata. Nel secondo parziale subito il 3 fallo di Rolando e subito la zona del Banco, che ha spento definitivamente le polveri degli ospiti, aggrappati a Martina, Rezzano e stop. Emanuele Rotondo è stato il terrificante terminale dei contropiede innescati dalle tantissime palle rubate, da fuori il tiro ha funzionato e la girandola di difese chiamate da Beretta è stata come una porta aperta per un attacco che ha mostrato continuità in tutti i reparti, anche se i lunghi soprattutto nel terzo quarto (aperto sul 49-38) sono stati cercati con una insistenza che fa capire come Bernardi voglia crescere in particolare nella gestione di questo settore, dalle potenzialità ancora non espresse al massimo. Il Banco, escludendo qualche momento di frenesia e la solita cattiva gestione dei finali di tempo, c’è. Dove vuole (e dove potrà) arrivare?