Il tonto sono io, il furbo Matteo Renzi, “rottamatore” della “cattiva” scuola, nonché paladino della “buona” scuola, l’incompetente è l’italiano medio, ministri della pubblica istruzione compresi

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Il “tonto” sono io, come sostiene il premier Matteo Renzi, il docente ormai anziano della Scuola della Repubblica Italiana, come tale Antonio Deiara. E allora “il furbo” sarebbe lui, il “rottamatore” della “cattiva” scuola, nonché paladino della “buona” scuola che, con l’indice proteso come un novello Savonarola, mi accusa di non capire. L’“incompetente” è l’italiano medio, ministri della pubblica istruzione compresi, che si ostina a ragionare con la “pancia” e a “fare il tifo”, per dirla alla Beppe Severgnini, contro i “privilegiati” di turno, i professori “fannulloni”.
Chiedo venia, sono talmente “tonto” da aver fatto parte del gruppo di supporto tecnico-scientifico dell’Assessorato della Pubblica Istruzione della mia Regione per la stesura della “Riforma delle Scuole Civiche di Musica della Sardegna”; e la “Riforma Milia”, a saldi invariati, ha creato oltre 500 nuovi posti di lavoro nella “Filiera dell’Educazione musicale diffusa” dell’Isola. Lui, invece, è talmente “furbo” da essere convinto di riuscire a far credere alla sconfinata platea degli “incompetenti” in materie quali normativa, organizzazione e funzionamento della Scuola, che 100.000 nuovi assunti nella Scuola siano la “genialata” di un grande statista e non la conseguenza della mazzata inferta da una sentenza dell’Europa.
Strepita, l’“incompetente”: “Basta lavorare per appena 18 ore la settimana, basta godere di tre mesi di ferie, basta pretendere di giudicare senza essere giudicati!”. Ha proprio ragione, l’“incompetente”. Il fatto è che i docenti non lavorano 18 ore la settimana, i tre mesi di ferie non esistono, oggi i professori ottengono la cattedra non grazie ai punti della Nutella ma perché possiedono i massimi titoli accademici (Università, Conservatorio, Accademia di Belle Arti) esistenti in Italia ed hanno superato un concorso che li ha “abilitati”, o fatti abilitare, all’insegnamento. “Quis custodiet custodes?”.
Lancio una sfida: sono disponibile a sostenere un confronto pubblico, anche in televisione, con il premier Renzi e/o il ministro Giannini sulle riforme per la “nuova” Scuola. Se riusciranno a dimostrare che dico fesserie, mi ritirerò in buon ordine; nel caso contrario, si riscriverà la normativa nominando uno staff di docenti provenienti, in egual numero, dalle Scuole di ogni ordine e grado.