Scritto dal poeta desulese “Montanaru”, al secolo Antioco Casula, e musicato da Lao Silesu, di Samassi – La Nuova Sardegna, 12 marzo 2005, pag. 8

Un “Innu sardu” ufficiale per la Regione Sardegna? Potrebbe diventarlo “Sardigna”, quello scritto dal poeta desulese “Montanaru”, al secolo Antioco Casula, e musicato da Lao Silesu, di Samassi. La riscoperta è del pianista Roberto Piana, l’arrangiamento è del maestro Antonio Deiara. Al presidente Soru è stato proposto di adottare la composizione al posto del vecchio “Cunservet Deus su Re”, che appare ormai datato e poco attinente alla realtà sarda attuale. «Gli avevo già fatto pervenire l’incisione e riguardo alla proposta ha mostrato interesse» dice Deiara, che spera in una risposta positiva.
Un paio di giorni fa l’inno, dedicato «a sos eroicos fantes de sa gloriosa Brigata Sassari», è stato eseguito da Piana e dalla cantante Maria Teresa Pasta davanti agli studenti del Liceo ginnasio Azuni e ha avuto un ottimo riscontro. Qualche tempo fa era stato fatto ascoltare alle quinte elementari di una scuola sassarese ed era balzata agli occhi, anzi alle orecchie, la facilità con cui erano stati in grado di canticchiare immediatamente il motivo.
«Credo che sia giunto il momento di avere un inno sardo di alto livello musicale e poetico – dice Deiara – che abbia anche un significato repubblicano, democratico e nello stesso tempo profondamente sardo. A mio parere ‘Sardigna” incarna queste esigenze e può essere davvero una ‘bandiera musicale” della nostra terra». I messaggi insiti del testo sono infatti estremamente positivi. E’ una sorta di excursus nella storia dell’isola, da Amsicora ad Eleonora, nel quale i sardi, per troppo tempo divisi, sono invitati all’unità («S’unione, s’affettu est tesoro/ chi sos babbos chircadu han’invanu!») e a muoversi invece che piangersi troppo addosso («Como torra a s’attaccu Sardigna/cun d’un impectu sanctu e maiore/preparende a sos fizos s’honore/de una sorte noedda e benigna»).
«Ho armonizzato il brano per coro sardo a quattro voci e l’impatto della prima esecuzione mi è sembrato notevole», dice Deiara, che propone ben sei possibili versioni: oltre a quella del coro Lachesos di Mores e quella raffinata del duo Pasta-Piana, ci sono quelle per orchestra (una verrebbe eseguita dalla Filarmonica e dal Vocal soloist ensemble del conservatorio di Sassari, l’altra dall’Orchestra storica di Sassari), e addirittura una di tipo jazz (Orchestra Jazz della Sardegna) e una rock (col gruppo “HumaniorA” di Sassari). Antonello Palmas