È anche un corso di musica: chitarra, tastiera, tromba, batteria. Non ci sono limiti nella scelta dello strumento. Proposta agli albergatori – La Nuova Sardegna, 1 giugno 2000
Sardegna, un mare di… note. L’idea dello studio “Pentagrammando” è semplice, ma intrigante: proporre ad alberghi e villaggi turistici sardi corsi di musica per principianti e non. Sì, perché chi l’ha detto che rilassarsi in vacanza nell’isola significa solo stare spaparanzati al sole? D’altra parte sono tante le proposte degli operatori del settore: palestre, giochi, aerobica, danza. E allora perché non la musica? La proposta è stata lanciata ieri nel corso di una conferenza stampa dal maestro Antonio Deiara, che ha esposto il progetto e ora attende riscontri. Si rende conto che non sarà facile rompere il ghiaccio con la mentalità di quegli addetti ai lavori che riterranno incompatibile la seriosità dell’insegnamento di uno strumento con l’esigenza di divertirsi a tutti i costi in quei pochi giorni prescelti prima di tornare dietro la scrivania. Ma quelli di “Pentagramma” sono certi che se la cosa prenderà piede avrà un successo enorme: «Certo, perché la nostra attenzione sarà volta soprattutto ai non professionisti della musica – spiega Deiara -, a coloro che perché liberi dallo stress della vita di tutti i giorni possono sentire la voglia di fare qualcosa che non sono mai riusciti a cominciare prima: magari suonare uno strumento». Chitarra, tastiera, tromba, batteria. Non ci sono limiti nella scelta dello strumento. E la flessibilità delle proposte – garantiscono gli organizzatori – sarà tale da accontentare qualunque esigenza, sia degli hotel che degli utenti. «Nella nostra esperienza – dicono – abbiamo trovato spesso persone di 60-70 anni entusiaste per aver appreso in tarda età le basi per suonare come hanno sempre sognato. Ci sembra un bel modo per favorire la socializzazione nelle strutture turistiche che avranno un’arma in più per intrattenere i clienti. Che torneranno più volentieri». Tra le possibilità che si possono aprire, c’è anche quella di un saggio finale tra coloro che hanno frequentato il corso: «Ma non è certo il nostro obiettivo – dice Deiara – che resta quello di divertirsi con la musica, che non è necessariamente una materia elitaria, ma un mezzo di comunicazione e di socializzazione fondamentale. Per questo vorremmo lavorare gomito a gomito con gli animatori, credo che stiamo proponendo un tipo di turismo che esce dai soliti schemi». (a.p.)
