Promuovere la dimensione professionale degli artisti sardi con aiuti regionali e corsi di formazione di cui benefici chi presenta progetti validi – La Nuova Sardegna, 1 giugno 2004
L’idea è innovativa, e non solo livello isolano: promuovere la dimensione professionale degli artisti sardi con aiuti regionali e corsi di formazione di cui benefici chi presenta progetti validi. Per ora il progetto stilato dal professor Antonio Deiara, con alcuni collaboratori, è solamente una bozza suscettibile di perfezionamento.
Ma questa bozza, nel giro di qualche mese, potrebbe uscire dal guscio e prendere il volo divenendo legge regionale. Anche perché lo scopo, creare la «filiera della cultura e del turismo» e quindi nuove possibilità di lavoro e tutela per chi ha talento, è stuzzicante e riguarda tanta gente.
Si pensa a un tetto di 100.000 euro di finanziamento, di cui il 40 per cento da restituire dopo qualche anno, una volta che l’idea abbia dato frutto. Con un fondo di garanzia a copertura di eventuali fallimenti. Se ne discute tutti i martedì dalle ore 18 nel salone Acli di viale Dante 12, c’è grande interesse per un progetto che nasce in collaborazione con le associazioni di volontariato («per mantenere l’arte in una dimensione sociale») e si rivolge proprio a tutti: musicisti, pittori, scultori, ballerini, cantanti, attori. A condizione che non fruiscano di finanziamenti pubblici, risiedano in Sardegna da un certo numero di anni o siano figli di emigrati.
La solita proposta di stampo assistenzialista? «Niente affatto – dicono i promotori – è un modo di operare antiquato che in Europa non ha più credito. Si tratta invece di investire sugli artisti, non su chiunque ma su quelli che valgono davvero. Magari iscritti a un albo regionale da cui sia obbligatorio attingere, a tutela della qualità. Ad esempio: un villaggio turistico che ha bisogno di un intrattenitore musicale di qualità e non del solito ‘dischettaro” potrebbe pescare negli elenchi regionali, che in un certo senso fornirebbero quindi manodopera artistica doc. Che darebbe qualità anche all’offerta turistica».
Si, ma chi decide chi deve far parte dell’albo e quali progetti meritano di essere finanziati? «Il punto è piuttosto delicato, perché si tratterebbe di creare una commissione di esperti, uno per ciascun settore, che avrebbero un potere discrezionale notevole in un campo come l’arte nel quale tutto è discutibile, ma che siano riconosciuti unanimemente come al di sopra delle parti. Il problema è anche: chi li sceglie? Ogni settore dovrebbe eleggere il suo rappresentante.
Se si riuscisse a superare questi scogli, l’isola si porrebbe davvero all’avanguardia in questo campo. Anche perché la Sardegna deve reagire per colmare un gap: l’isolamento sfavorisce nettamente gli artisti sardi, che hanno molte meno opportunità per farsi conoscere. Tra le mosse in programma, anche la possibile creazione di un esperto di marketing artistico che indaghi su quali siano le richieste del mercato.
Chi non passa l’esame della commissione non è comunque tagliato fuori, ma può accedere ad appositi corsi professionali finalizzati al completamento della preparazione personale. Chi invece viene promosso ha corsie preferenziali nell’uso di spazi pubblici (teatri, mostre) e continui contatti con lo staff di esperti. Entro il 10 giugno si pensa di completare la stesura definitiva. Con un po’ di fortuna nel giro di 6 mesi la legge potrebbe anche decollare. Antonello Palmas
