Ma il medagliere non lo riporta – La Nuova Sardegna 1 settembre 2016, pag. 17

La vecchia Europa supera di oltre il doppio il numero di primi, secondi e terzi posti appannaggio degli Stati Uniti d’America e della Cina, anche senza l’apporto della Gran Bretagna. Non ci credete? Provate a sommare ori, argenti e bronzi messi al collo degli atleti dei 27 Paesi dell’U.E. e otterrete oltre il doppio delle medaglie conquistate dagli Usa e dalla Cina, per non parlare di Russia e U.K. Lancio tre proposte in vista di Tokyo 2020: in occasione della cerimonia d’apertura, far sfilare con la doppia bandiera, quella nazionale e quella con le dodici stelle, i Paesi dell’Unione Europea; il medagliere dovrebbe indicare, a fianco dei nomi dei singoli Stati, anche la dicitura “Unione Europea”; si potrebbe far precedere l’Inno nazionale dei singoli Paesi dalle prime quattro battute dell’ “Inno alla Gioia” (tratto dalla Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven), inno Ufficiale dell’Europa Unita, naturalmente nelle tonalità e con le orchestrazioni più adatte. L’Europa Unita non può essere ridotta all’uso di una stessa moneta, allo spreco del “foraggiamento” di due sedi ufficiali e al fardello di una classe politica “riciclata” e di una burocrazia miope, soffocante e immeritatamente strapagata. Lo Sport (quello pulito!), come la Musica, promuove la fratellanza tra i popoli.

Antonio Deiara, Sassari

 

Il commento di Manlio Brigaglia

L’ideale simmetrico e opposto di quello che auspica la lettera sarebbe l’abolizione totale del nome della nazione (e dunque anche della sigla Ue) accanto al nome dell’atleta che partecipa alle Olimpiadi. Forse soltanto così si abolirebbe quel residuo forte di nazionalismo che accompagna queste manifestazioni. Le Olimpiadi, in più, credo che diano una falsa immagine dello sviluppo reale dello sport e della pratica sportiva generale in ciascun paese. Credo che la posizione dell’Italia nella classifica dei Giochi parli troppo bene di una attività abbandonata alla volontà e allo spirito dei singoli, per non parlare anche dell’uso “sportivo” che si fa dei corpi dell’Esercito e delle altre Forze dello Stato. Comunque, una bandiera in più o una bandiera in meno non fa male a nessuno: avanti, allora, con il tricolore, la bandiera stellata dell’Unione, l’Inno degli Italiani e pure il ricordo musicale di Beethoven e tutti gli altri ingredienti di questo grande, spesso inutilmente fastoso spettacolo.