Non meno di seicento persone di tutte le età hanno partecipato ai corsi della scuola civica “Sonos de Janas” – La Nuova Sardegna, 30 luglio 2005, pag. 25
Villanova Monteleone. Un paese di musicanti. Secondo una prima stima non meno di seicento persone di tutte le età, poco meno di un quinto della popolazione, hanno partecipato ai corsi della scuola civica “Sonos de Janas” che dal 2000 ha ravvivato la vita di un centro che si conferma culturalmente vivace. E ci sono anche duecento neofiti di Romana, Putifigari e Monteleone Roccadoria. Adesso nessuno ha più dubbi sulla bontà dell’iniziativa che ha fatto sbocciare band (sono già undici) e moltiplicato le iscrizioni ai corsi propedeutici per bambini dai 3 anni in su e per adulti che si avvicinano al pentagramma. Avviati anche i corsi avanzati per le scuole medie, con dodici docenti.
I risultati dell’iniziativa ieri sono stati illustrati (nella foto) dal coodinatore didattico Antonio Deiara, dal sindaco Sebastiano Monti e dalla dirigente scolastica della Media “Eleonora d’Arborea”, Angela Fadda.
I tre rappresentavano le componenti (esperti musicali, scuola e amministrazione, con l’aiuto di «Tot per la musica») che hanno portato al boom di interesse capace in pochi anni di riempire sale scolastiche e cantine di batterie, chitarre elettriche. Gli alunni villanovesi sono stati i primi in Italia a sperimentare l’iniziativa Siae «Diritto d’autore, diritto d’ascoltatore», per poi partecipare al premio per musica inedita in lingua sarda Faber. E anche sotto il solleone c’è chi non rinuncia a suonare: sono quaranta gli iscritti ai corsi estivi che utilizzano l’Aulamusica allestita con il progetto Pollicino.
Con orgoglio è stata fatta ascoltare un’incisione di un gruppo di allievi della terza media che hanno messo in musica un testo di Remundu Piras: il poeta locale che mai avrebbe pensato a un utilizzo rock della sua opera, tutta in sardo. Luisa Carta (voce e chitarra), Maria Grazia Arru (tastiera), Caterina Flumene (batteria) e Giovanni Sechi (basso) hanno proposto una melodia di loro creazione. «È importante che ragazzi come loro – spiega Deiara – imparino a scrivere musica in un periodo nel quale la spinta è quella a lasciarsi imporre i gusti e le opere degli altri. Ed è importante che utilizzino la limba. Questa collaborazione tra Comune, scuola e docenti esterni è un modello didattico da esportare». Secondo la professoressa Fadda «la musica facilita l’apprendimento delle altre materie, come la matematica. La scuola deve sforzarsi di proporsi in modo diverso, rendendo lo studio più interessante. La nota dolente è che per progetti come questo occorrono fondi: fortuna che il Comune ha sempre sopperito ai ritardi nei finanziamenti».
«Siamo orgogliosi dei risultati – dice il sindaco – ottenuti offrendo ai ragazzi quello che loro piace. È cosi che alcuni di loro non si sono nemmeno resi conto di aver fatto una cosa eccezionale mettendo in musica la poesia di un compaesano illustre come Piras». Antonello Palmas
