Presentata nel salone Acli di viale Dante l’iniziativa ‘Diritto d’autore, diritto d’ascoltatore”. Scelte tre classi del Sassarese, una per ogni fascia scolastica, per sperimentare (è la prima volta in Italia) un dialogo con i maggiori fruitori del prodotto musica: i giovani – La Nuova Sardegna, 24 aprile 2004

Siae, operazione simpatia. È stata presentata nel salone Acli di viale Dante l’iniziativa ‘Diritto d’autore, diritto d’ascoltatore”, ideata dal professor Antonio Deiara e fatta propria dalla Società italiana autori ed editori che ha scelto tre classi del Sassarese, una per ogni fascia scolastica, per sperimentare (è la prima volta in Italia) un dialogo con i maggiori fruitori del prodotto musica: i giovani. E farsi conoscere nel ruolo nel quale vorrebbe essere finalmente vista, quello di baluardo della creatività.
«Non esattori ma ente di servizio» hanno detto i vertici Siae, come hanno fatto all’8º Cicolo didattico, nella scuola media di Villanova Monteleone e all’Industriale ‘Angioy”. Potrebbe essere solo l’inizio, il provveditore Francesco Casu si è detto entusiasta: «È un’iniziativa di valore didattico, formativo e informativo e che rientra nel percorso di innovazione intrapreso dal ministero della Pubblica Istruzione. Mi impegno per propagandarla presso i dirigenti scolastici».
«Siamo voluti entrare in contatto con i massimi consumatori di musica – spiega il direttore regionale Siae, Paolo Sacco – per spiegare loro come la remunerazione che noi pretendiamo per la vendita e l’esecuzione di brani non è una gabella ma un incentivo che forniamo agli artisti perché possano creare ancora». Discorso non semplice in un periodo nel quale il costo dei cd è proibitivo per molti, figuramoci per i ragazzi. «Abbiamo mostrato loro che la Siae incide al massimo per il 6,8 per cento, il problema è il costo delle filiera distributiva, delle case discografiche, di cui siamo in realtà controparte. Problema che si potrebbe risolvere per esempio col sistema delle compilation scelte dall’utente e spedite direttamente a casa». L’esplosione della pirateria, dello scambio online, del downloading selvaggio crea un danno non quantificabile ma altissimo. Anche perché ora col digitale le copie hanno ormai una qualità perfetta.
Il questionario ha posto in risalto che l’operazione è stata giudicata utile dal 92 per cento dei ragazzi. Ma se non si lavora per rendere accessibile a tutti la musica ‘legale” ogni discorso sarà inutile. Antonello Palmas