La Nuova Sardegna – 27 dicembre 2017, pag. 37
OZIERI Un concerto-evento per celebrare non solo le festività natalizie ma anche per rinvigorire il sodalizio tra le realtà corali locali è in programma venerdì alle 18.30 nel teatro Fallaci di Ozieri. Un incontro tra la scuola civica di musica Monte Acuto e il canto sardo polivocale e a tenore che riunirà i cori Città di Ozieri diretto da Mario Coloru, il Santu Nigola di Ozieri guidato da Gavino Lisai e il Sant’Austinu di Alà dei Sardi, preparato da Silvio Bossi, che proporranno una serata antologica di brani sacri e profani, storici e recenti. «È un nuovo frutto – spiegano i promotori – della “Riforma Milia” delle scuole civiche di musica della Sardegna, che ha portato oltre cinquecento posti di lavoro nella filiera dell’educazione musicale diffusa e una serie di tredici discipline (oltre il 20 per cento del totale) legate alla lingua, alla musica e alla cultura dell’isola». In questo quadro, l’attivazione delle classi di Canto polivocale sardo e di Canto a tenore rappresenta la più interessante innovazione promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Ozieri, guidato da Anna Maria Manca, in collaborazione con la scuola civica diretta da Ugo Spanu.Al progetto collabora il professor Antonio Deiara, che ha messo a disposizione alcune sue composizioni inedite. «Ozieri rappresenta il cuore della vita artistica dei cori polivocali della Sardegna, – dice l’assessore alla Cultura Ilenia Satta – e da trent’anni un premio o una menzione assegnati della Biennale Ozieri ideata da Antonello Lai splendono nel curriculum dei cantori e direttori che l’hanno meritata». «Cinque anni fa – aggiunge il sindaco Marco Murgia – è nata la scuola per armonizzatori e direttori: oggi il percorso si completa con l’attivazione delle classi di Canto polivocale e Canto a tenore della scuola civica che coinvolgono cantori di Ozieri e Alà dei Sardi. Ozieri insegna – conclude Murgia – che se i giovani, formati in armonia con gli anziani, diventano protagonisti, il patrimonio linguistico, musicale e culturale dell’isola non andrà perduto». (b.m.)
