La Nuova Sardegna 2 gennaio 2017, pag. 14
Ittiri. La scuola di Ittiri modello di integrazione e di pace sulle righe del pentagramma natalizio di un concerto interamente dedicato alle scuole colpite dal terremoto. Protagoniste del concerto di Natale al Teatro delle Arti sono state le duecento “Voci bianche miste”, i cinquanta strumentisti dell’Orchestra della scuola a indirizzo musicale; i percussionisti e i vocalisti dell’Africa “Daama Jambè” che, con la loro energia ritmata, hanno fatto ballare i bambini delle quinte elementari e battere le mani al numeroso pubblico. Presentato in modo impeccabile da Maria Caterina Manca, il concerto ha proposto sei brani del coro delle voci bianche e del coro di istituto formato dalle voci delle quinte della scuola primaria e prime medie, istruito e diretto dal docente Giuseppe Serra. I “Daama Jambè”, presenti grazie alla coop Ecoservice, si sono esibiti con due composizioni che hanno fuso i ritmi dell’Africa e il rap “’m for real” e “Fela”. L’orchestra dell’indirizzo musicale della scuola media, preparata dai docenti Daniela Barca (chitarra), Rita Marras e Kseniia Nikitina (pianoforte), Marco Maiore (sax) e Salvatore Moraccini (tromba), ha interpretato cinque composizioni. Doppio concerto, doppia emozione, visto che già al mattino, alla presenza del sindaco Antonio Sau, un primo evento era stato riservato agli alunni della scuola media. Emozione coinvolgente con il saluto dei “suoi ragazzi” alla neo pensionata Donatella Sanna, apprezzata docente di matematica. Nel corso della mattinata sono stati premiati gli alunni vincitori del “Poster per la Pace”, promosso dal Lion Club di Ittiri col coordinamento didattico di Marco Frau. «Esprimo vivo apprezzamento – dichiara la preside Franca Riu – per il lodevole lavoro svolto e ringrazio i professori di musica Diego Salis e Antonio Deiara, il personale Ata, le famiglie, l’amministrazione comunale e il presidente della Pro loco Filippo Fiori per la preziosa collaborazione. Quando il “saggio scolastico” – conclude Franca Riu – si trasforma in evento di qualità, è possibile affermare che il circuito verticale e la continuità superano la dimensione “burocratica” e diventano, nella didattica quotidiana, linee guida concrete».
Vincenzo Masia
