Le competenze musicali del pubblico si costruiscono con l’istruzione strumentale e vocale. Il D. M. 8/2011 prevede la musica dalla terza elementare: perché non iniziare in prima?
Ho le mani da pianista. Le ho avute fin da piccolo e i parenti facevano a gara per farmelo notare, ma solo dopo avermi ascoltato suonare l’organo. Quindi, secondo il loro parere, io riuscivo a ricavare melodie e armonie da uno strumento musicale perché avevo le mani da pianista. Superiamo la falsa credenza e affrontiamo la conoscenza. Esiste una verità inconfutabile: per imparare a suonare è indispensabile suonare, per apprendere il canto bisogna cantare. I brani siano tratti da qualsiasi genere ma si utilizzino tecniche valide.
Il quando. Si può suonare uno strumento fin da piccoli. L’attuale normativa, il Decreto Ministeriale n. 8 del 31 gennaio 2011, prevede che il percorso musicale abbia inizio in terza elementare. In realtà sarebbe cosa buona e giusta partire fin dalla prima elementare. Proporrei un biennio di base, incardinato sull’uso didattico degli strumento musicali presenti nel “vissuto musicale” di ogni bambino: la chitarra acustica ed elettrica, la batteria e le tastiere elettroniche, l’impianto voci e il basso elettrico. Esistono degli strumenti adatti, per peso ed ingombro, a strumentisti in erba (destri e mancini) che frequentino la prima elementare. Quanto al canto, evitiamo la “sindrome della bigotta”, cioè tentare di intonare o di far intonare, nel caso dei bambini, in tonalità proibitive!
Il come, cioè la metodologia. “Prendi e suona”, diceva il grande Gino Stefani alla fine degli anni Settanta. E qui entra in gioco la scelta dello “strumento abbinato”, in terza elementare. L’Ottavo Circolo Didattico “Galileo Galilei” di Sassari, alcuni anni or sono, ha vissuto un’esperienza riconosciuta in ambito nazionale. I bambini della Scuola Elementare hanno frequentato un corso di Propedeutica musicale secondo il Metodo didattico “Pentagrammando”, con la possibilità di proseguire lo studio dei dodici suoni con strumenti classici. Dieci di loro si sono espressi a favore della tromba, dando vita ad una Fanfara denominata “Ottoni all’Ottavo”. In occasione de “Sa Die de sa Sardigna” 2012, gli “Ottoni all’Ottavo”, istruiti e diretti dal maestro Antonio Mura, docente del Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa” di Sassari, si sono esibiti all’Auditorium del Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari; il loro curricolo musicale vanta la produzione di un cd, caso unico in Italia. Dal corso di Propedeutica musicale è nata anche una pop-rock Band “under 11”, dal nome frizzante e para-trasgressivo “Play Boys”, che ha affrontato il pubblico con successo, come documentato dal quotidiano “La Nuova Sardegna”.
L’uovo di Colombo, lo “strumento abbinato”. Il terrore di diversi colleghi è quello della “non scelta” dello strumento da loro insegnato da parte degli alunni. All’ex Scuola Media annessa all’Istituto d’Arte “F. Figari”, una prova che attesta il contrario: gli allievi del Corso musicale provarono l’oboe e in tanti chiesero di continuare; al già citato Ottavo Circolo, in un gruppo di 11 allievi ben 7 scelsero l’oboe. E allora? Che ognuno suoni lo strumento che preferisce e abbini uno strumento classico. Gli Indirizzi Strumentali, dalle Elementari alle Medie, i Licei Musicali e i Conservatori creino delle “passerelle didattiche”, da uno strumento pop-rock a uno classico e viceversa. Bisogna curare strumentisti e pubblico. L’emozione trascende generi e stili. L’unica sconfitta è l’abbandono degli studi musicali.
