È già in edicola con L’Unione Sarda l’album “Ali di stracci” nato dalla collaborazione tra il cantautore Piero Marras e lo scrittore Salvatore Niffoi. Ci sono voluti cinque anni di lavoro, trascorsi tra Nashville, Capoterra e Orani, per dare alla luce “Ali di stracci”. L’album, inserito nella collana la “Biblioteca dell’identità”, nasce dall’incontro tra la musica di Piero Marras e le parole di Salvatore Niffoi. Il nuovo disco è in distribuzione nelle edicole con L’Unione Sarda.
Sotto lo sguardo enigmatico dell’edicolante, ho atteso con impazienza di ricevere, come se dovessi ritirare la moneta della Shell col profilo di Gigi Riva, il nuovo CD in lingua italiana di Piero Marras, “Ali di stracci”. L’ho ascoltato tutto d’un fiato.
“Antioca”, colpi di spatola musicale per far risaltare una massiccia figura di Sardegna. Musica …in italiano, ma con l’evocazione del coro polivocale sardo. Timbri, modulazioni e cesure: tre elementi musicali che scavalcano con un balzo, per dirla col mio grande maestro, Carlo Delfrati, «…l’onnipotenza semantica del codice verbale». Piero Marras, il rapsodo sardo che cuce vesti di vellutino e orbace su versi non suoi ma fatti suoi, strumentalmente e vocalmente: otto testi su dieci sono infatti “figli poetici” di Salvatore Niffoi, quello de “La vedova scalza”.
Una copiosa messe di elementi compositivi: la voce di Piero che cambia ottava e assume un timbro ammaliante da cantore esperto, autentica “voce della tradizione”, in “La vecchia”; i raffinati fiati di “Un tempo nuovo” e le modulazioni che ricreano l’atmosfera di Sardegna; “I tuoi occhi” con le launeddas elettroniche; l’ostinato melodico di “Ricordami” col cambio di tonalità nella terza strofa; l’ottimo impasto timbrico quasi bandistico de “La levatrice obesa”, col tema che oserei definire “felliniano”, 1′ onomatopea de “su stiddiu” e la maledizione in lingua sarda. Ancora: l’eco di “Al mio paese”, arricchito dal sax e da quella che un tempo si chiamava “tastiera violini”; senza dimenticare l’energia ritmica di “Quirra” e il frammento a 78 giri de “Il mio passato”.
Non è mia intenzione tentare di scandagliare, con l'”ybris” peculiare della mia categoria, le motivazioni che hanno spinto Piero Marras ad intraprendere un nuovo volo con
“Ali di stracci”. La mia vuole essere una testimonianza: Piero si presenta come un compositore bilingue, in lingua italiana e in lingua sarda, e proprio in tempi di spigolosa discussione in merito a “Sa Limba”. Il suo CD emoziona l’ascoltatore. Beato chi riesce ad emozionare…
Raffinata la veste editoriale, sia in termini di interpretazione strumentale che di mixaggio, grazie alla collaborazione con artisti di altissimo livello, in primis Brant Mason. All’ Unione Sarda, che ha pubblicato il CD nell’ambito de “La Biblioteca dell’identità”, il commento che era riservato ai vecchi predicatori bravi: “Prosit!”.
Antonio Deiara
Docente di Musica ICS. ITTIRI – SS già Supervisore al Biennio Formazione Docenti del Conservatorio di SASSARI
articolo tratto dall’Unione Sarda del 13 gennaio 2014 pag.28
