Il Metodo Pentagrammando ed i bambini della scuola per l’infanzia di Villanova Monteleone nella tesi di laurea di Sabrina Manai

 

Nell’anno accademico 2004-2005 è stata dedicata una tesi di laurea ad un progetto di lavoro ideato da Antonio Deiara, attuato nella scuola dell’infanzia di Villanova Monteleone e che vedeva l’applicazione del Metodo Pentagrammando nell’insegnamento della musica ai bambini. L’autrice della tesi è Sabrina Manai, laureata con 110 e lode in Scienze delle Professioni Educative di Base presso l’allora Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari. Il titolo è “Propedeutica al suono e alla musica: idee, progetti e attività nel Comune di Villanova Monteleone”. Pubblichiamo il capitolo introduttivo.

 

PRESENTAZIONE

La tesi riguarda un metodo di insegnamento musicale che ho sperimentato in prima persona da tre-quattro anni a questa parte, come insegnante o educatrice musicale, in diversi laboratori musicali.

Questo metodo è ben differente da quello che, come discente, ho avuto modo di sperimentare in dodici anni di frequenza al Conservatorio. I due metodi differiscono totalmente, in quanto il Conservatorio come scuola professionale ha come finalità quella di formare musicisti professionisti in un dato ambito, compositivo o esecutivo, mentre il metodo di cui tratto “la propedeutica musicale”, è una sorta di avviamento “generico” al mondo dei suoni e della musica.

Quali che siano le scelte future, a chi frequenta queste attività è data l’occasione di imparare a far musica per diletto, per gioco, per divertimento e per socializzare.

Nei corsi musicali di cui parlo, l’età degli allievi che si presentano in quanto interessati, varia da un minimo di quattro anni fino a superare i venti anni; perciò prendendo in considerazione le differenti fasi dell’età, gli studenti vengono divisi in diversi gruppi.

In questi corsi musicali gli allievi imparano a fare musica ben prima di impararne la teoria, non utilizzando il pentagramma e senza necessariamente dover ricorrere ad una lettura delle note musicali. Vorrei specificare che non leggere le note musicali, non significa che gli allievi non impareranno mai a leggere la musica, ma semplicemente che questo avviene in un secondo momento, a seconda delle necessità dell’allievo, e non si utilizza il classico metodo del solfeggio. È molto importante fare musica in gruppo ed evitare le lezioni individuali, ma soprattutto è importante, che il repertorio che viene stabilito deve essere frutto delle scelte e quindi dei gusti dello studente; perciò l’insegnante andrà incontro a quelle che sono le esigenze dell’allievo e si predisporranno dei brani che siano di suo gradimento.

Attraverso queste attività gli alunni imparano a “fare” musica, partecipano ad un’esperienza dove non solo si esercitano con gli strumenti musicali ma si cerca di far emergere la loro creatività e le loro potenzialità. La “propedeutica musicale” permette a tutti di avere un approccio con la musica nel quale ci si sente a proprio agio, le tecniche utilizzate permettono una facile conoscenza della musica e anche un più veloce apprendimento.
Al centro dell’azione didattico-formativa viene posto l’alunno con i suoi bisogni non solo di tipo culturale ma relazionale, affettivo, creativo, emotivo; tenendo conto di quelli che sono i suoi bisogni, i suoi tempi di apprendimento, i suoi vincoli e limiti, e aiutarlo a superarli. Fondamentale in queste attività è condurre i ragazzi alla creazione, alla comprensione di tutto ciò che l’esperienza musicale suscita in termini di emozioni e riflessioni.

In queste prime pagine cercherò di esporre questo metodo, le fasi storiche con i più importanti studiosi che hanno esposto le tesi principali nell’insegnamento della propedeutica musicale e hanno dato il maggior contributo nell’evoluzione dell’educazione musicale; a questa premessa in seguito allego un progetto musicale, e in particolar modo il caso di Villanova Monteleone, il progetto contro la dispersione scolastica dal nome “Pollicino”, che è stato finanziato dall’Unione Europea.
Prendo in considerazione questo caso perché è un progetto continuativo (infatti questo è il terzo anno che il progetto si realizza e in cui io lavoro come insegnante di propedeutica musicale) e in secondo luogo perché in questo progetto si è sviluppata un’ampia collaborazione fra enti, pubbliche amministrazioni, associazioni specialistiche, docenti, famiglie, alunni.

Dopo aver esposto le idee per l’organizzazione delle attività musicali, la strutturazione dei corsi, l’attività didattica, le linee programmatiche dei corsi di propedeutica musicale e gli obiettivi dei corsi con i percorsi didattici, farò un’analisi critica del progetto stesso, ed un’autovalutazione complessiva dell’esperienza.