Intervista al professor Antonio Deiara, docente e autore del metodo didattico Pentagrammando – SARdies.org 18 aprile 2010

Sassari – Stavolta si cambia musica davvero. A Sassari ma anche in altre realtà della provincia studiare musica non è più un momento a volte noioso come accadeva in passato. Quante volte, in particolare alla scuola media, ci si ritrovava a dover mandare giù asettici esercizi di solfeggio e a non poter toccare mai uno strumento vero e proprio. Da qualche anno a questa parte le cose sono cambiate davvero. E l’entusiasmo con cui i ragazzi della scuola media ma anche delle superiori hanno risposto ai vari corsi creati in diversi istituti cittadini e non solo dimostra che si sta andando nella direzione giusta. Uno degli insegnanti che negli ultimi anni hanno proposto e organizzato parecchie iniziative è il professor Antonio Deiara, noto nell’ambiente musicale isolano per avere perfezionato il metodo didattico “Pentagrammando” e brevettato il “Nuovo Quaderno Pentagrammato”.

Antonio, partiamo dal Conservatorio “Canepa” di Sassari.
«Lavoriamo, la collega Adriana Villa e il sottoscritto, col direttore Antonio Ligios e con il responsabile del dipartimento di didattica, Gian Nicola Spanu. La situazione nuova è presto raccontata. Il Biennio di Formazione Docenti si è “unito” all’apertura delle nuove scuole ad indirizzo musicale, che sono ben 5. Questo significa che tutti gli abilitati sono riusciti a trovare subito una cattedra o almeno uno spezzone orario».

Una rivoluzione. Che si affianca alla riforma del Conservatorio stesso.
«Il cambiamento è in effetti epocale. Prima chi usciva dal Conservatorio aveva, come titolo di studio, solo la terza media, oltre al diploma musicale. E tramite concorso poteva accedere all’insegnamento. Oggi questo non è più possibile, perché è necessaria una specializzazione che si consegue con un biennio superiore».
Come la Ssis. Questo perché il Conservatorio è oggi parificato all’università.
«Proprio così. Con delle differenze rispetto al 3+2 degli altri corsi universitari. Nel senso che il Biennio più Triennio corrisponde alla fase finale dei corsi del vecchio ordinamento. Anche se la differenza fondamentale a mio avviso è un’altra. Cioè, il fatto che oggi per diventare docenti di musica bisogna avere anche il diploma di scuola superiore».

In che senso?
«Il Conservatorio sta diventando sempre più un’istituzione accademica di alto livello. E quindi per essere ammessi al Triennio ci vuole una preparazione di base già solida, che nel prossimo futuro sarà fornita dal Liceo (Classico ma ora anche) Musicale “D.A. Azuni” (ricordiamo che Sassari ha ottenuto uno dei 28 Licei Musicali di tutta l’Italia, insieme a Nuoro). Prima era diverso: si entrava al Conservatorio con la terza media o ci si iscriveva alla Scuola Media Annessa e c’era chi sconsigliava la contemporanea frequenza di un Istituto Superiore».

Con il biennio di specializzazione si insegnerà quindi musica o strumento alla scuola media…
«Ma anche al nuovo Liceo Musicale. Bisognerà avere l’abilitazione nella classe A/77 e, per certi insegnamenti, in A/31-A/32, forse in attesa della A/78».

Torniamo al corso che stai seguendo.
«Insieme alla professoressa Adriana Villa, che proviene dalla Media n°3 di via Monte Grappa, faccio il supervisore del tirocinio nel biennio di formazione docenti. È stata un’avventura, perché avevo giurato, dopo l’esame di abilitazione, che non mi sarei più seduto di fronte ad una commissione di esame. E invece spinto da mia moglie e dagli amici, ho accettato e sono arrivato secondo, dopo una collega molto più esperta di me, chiaramente».

Quanti si sono laureati?
«Laureati e abilitati. Sono in tutto 23 docenti in strumento (tutti assunti dopo appena tre mesi, sia pure non per l’intero orario di cattedra) e 5 nella vecchia abilitazione in educazione musicale. Di questi ultimi 3 stanno “lavoricchiando”, nel senso che non hanno un lavoro a tempo pieno, però stanno già facendo qualcosa e maturando punteggio. Tra le altre cose tutto questo sanerà una situazione che si era creata quasi 30 anni fa quando la legge 270 aveva consentito a chi non era diplomato al Conservatorio ma insegnava educazione musicale di mantenere la cattedra con la frequenza di un corso quadriennale. Ora costoro andranno in pensione e quindi i vecchi e i nuovi abilitati potranno trovare subito occupazione. Tagli alle classi permettendo».

E chi si è abilitato in strumento?
«La sistemazione è più immediata. In questo momento ci sono in provincia 16 indirizzi musicali. In cui sono stati riassorbiti tutti gli abilitati, c’è bisogno di alcune cattedre di pianoforte. Quest’anno su 15 posti disponibili al Biennio Formazione Docenti sono arrivate ben 20 domande. Si è creato un circolo virtuoso studio-lavoro».

Ma chi decide che si istituisca un indirizzo musicale in una scuola?
«Ci deve essere una sinergia tra Dirigente Scolastico (il preside di una volta), Collegio dei Docenti, Consiglio d’Istituto, chi propone il progetto, realtà territoriale. Anche i sindaci stessi sono coinvolti nell’impresa, perché per i piccoli comuni arriva poi una grande visibilità. Faccio l’esempio di Villanova Monteleone, dove ormai sono di casa. Lì è addirittura nata una piccola orchestra, che mette insieme i ragazzi che frequentano l’indirizzo musicale della scuola media, la banda musicale e la scuola civica. Vedi il chitarrista elettrico al fianco del violinista e dell’arpista. È l’educazione musicale diffusa del Terzo Millennio».

Chi finanzia i corsi?
«È una legge dello Stato. Quindi è a carico del Ministero della Pubblica Istruzione».

E quali sono le scuole che quest’anno hanno avuto i corsi musicali?
«Il primo decreto prevedeva a dire il vero che ogni scuola avesse un indirizzo musicale. Comunque adesso stiamo lavorando per aprirne almeno altri 6 ma puntiamo ad ottenerne 9-10 (si sappia che Cagliari ne ha richiesto ben 25!). Oltre a quelli già istituiti, “Costa-Deledda” e N. 10 di Sassari, Porto Torres, Alghero N. 1, Ozieri , stiamo puntando su un gruppo di scuole del sassarese e un altro gruppo della provincia di Olbia».

E alle elementari?
«È la novità di quest’anno, unitamente al Progetto “Pentagrammando” del Centro Territoriale per l’Istruzione in età adulta (guarda caso della “Costa-Deledda”, diretta dalla preside Angela Fadda), al trionfo dello “Scuole Aperte” grazie agli White Sunset, vincitori assoluti di Italia Wave».

Intervista di Luca Foddai

Domenica 18 aprile 2010 – SARdies

http://www.sardies.org/interviste/3198-si-cambia-musica