Parafrasando un detto anglosassone, la Regione Sardegna, il Comune di Ozieri e la “Biennale Ozieri”, sabato 7 dicembre 2019 al Teatro “Oriana Fallaci” di Ozieri, hanno messo in mostra i pentagrammi migliori della nostra Isola. In apertura, una Conferenza-concertante con docenti-relatori che hanno curato diversi arrangiamenti e orchestrazioni del “Procurad’e moderare” di Francesco Ignazio Mannu: Antonio Deiara, autore dell’arrangiamento didattico e dello studio musicologico sull’Inno della Regione Sardegna, accolto dall’assessore Sergio Milia nel 2011; Gian Battista Ledda, relatore in Lingua sarda e compositore della prima opera in Sardo “Paràulas e Sonos de Sardigna” (Alà dei Sardi, 2017) contenente l’Inno per Orchestra giovanile e Coro femminile; Ugo Spanu, direttore del Coro Polifonico Algherese, primo interprete “classico” della bandiera musicale dell’Isola (2013); Mauro Lisei, che ha firmato l’inno inneggiante de “Sa Die de sa Sardigna” 2011 e Antonio Mura, padre pentagrammatico degli “Ottoni all’Ottavo”, prima fanfara di bambini in Italia, interpreti del “Procurad’e” all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, in “Sa Die” 2012. Il tutto arricchito da materiale sonoro di straordinario valore musicale e documentale.
I saluti del sindaco della Città di Ozieri, Marco Murgia, e dell’assessore alla cultura, Ilenia Satta, hanno sottolineato il valore del progetto culturale, nel 180° anniversario della morte di Francesco Ignazio Mannu, capace di attrarre l’interesse delle giovani generazioni, come dimostrato nella Conferenza di Gavino Contu e nel doppio Concerto di Piero Marras del 23 novembre 2019. La serata è proseguita con le voci della tradizione e dell’innovazione dei Cori polivocali sardi: il giovane M° Francesco Mele ha diretto lo storico Coro di Nuoro, con un arrangiamento dell’Inno emozionante e sempre attuale; il pluripremiato M° Mauro Lisei ha guidato il “Donu Reale” di Buddusò coi brani vincitori della “Biennale Ozieri” e del Concorso dedicato al M° Salvatore Nuvoli di Nuoro del 2019; il “Maurizio Carta” di Oristano, istruito dal M° Salvatore Saba, si è confermato pioniere della sezione evolutiva per palati musicali raffinati. In chiusura, il Coro “Città di Ozieri” diretto da un altro giovane maestro, Alessandro Fois, ha onorato l’illustre concittadino con la “Marsigliese sarda” in versione politematica. Antologico il Concerto dei “Sandalia”, illuminati dalla straordinaria voce e dalla padronanza prossemica e cinesica della scena confermate dalla raffinata cantante Sara Ledda; pirotecnico quello degli “Istentales”, con un Gigi Sanna mattatore sia nell’interpretazione di un’ampia serie di brani della rinnovata band, sia con esilaranti gag.
Soddisfatti l’ideatore della “Biennale Ozieri”, Antonello Lai, e il presidente perpetuo, Pinuccio Aini: la Conferenza ha delineato il futuro dell’Inno della Regione Sardegna, mettendo in luce una ricca pluralità di arrangiamenti, elaborazioni e orchestrazioni, e rilanciando con la relazione di Antonio Deiara la necessità di un “Concorso di idee” che codifichi la versione solenne per Coro, possibilmente femminile nel rispetto della cultura matriarcale del popolo sardo, e Orchestra giovanile, rivolta verso il futuro dell’Isola, del “Procurad’e moderare” di F.I. Mannu.
La relazione di Antonio Deiara
Dal “punto d’ascolto” musicologico, le problematiche relative agli inni nazionali possono essere sintetizzate nel prospetto seguente: esistono gli “inni monarchici”, come quelli della Gran Bretagna e della Germania, caratterizzati da un testo di lode al Monarca o lontano dai sentimenti del popolo (visto come insieme di sudditi) e da una linea melodica di estrazione “colta”; gli “inni repubblicani”, si pensi alla “Marsigliese” o al “Fratelli d’Italia”, costruiti su esperienze rivoluzionare e connotati da strutture ritmico-melodiche che danno slancio alle aspirazioni di tutti i cittadini (inizio anacrusico e intervallo di quarta ascendente); in alcune ex colonie francesi ed inglesi, infine, si trovano inni costruiti utilizzando gli stilemi della cultura musicale dello Stato colonizzatore, per cui possiamo parlare di “inni coloniali”, privi di originalità e, di conseguenza, di identità. È possibile pertanto affermare che l’inno è la “bandiera musicale”, quindi identitaria, di un popolo.
In questo momento storico, in Sardegna esistono tre proposte di inno: “Cunservet Deus su Re”, ovvero l’ “Hymnu Sardu Natzionale”, di Giovanni Gonella (musica) e Vittorio Angius (testo), che Benito Saba propone con un nuovo testo; “Sardigna – Innu Sardu” di Lao Silesu (musica) e Antioco Casula “Montanaru” (testo); “Procurade ‘e moderare”, testo di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri e melodia popolare della Sardegna, in quanto tratta dai “GOSOS” (inno religioso in onore di un Santo particolarmente venerato dalla popolazione di un determinato paese della Sardegna). Il primo inno risulta chiaramente “monarchico” e il nuovo testo non può modificare le strutture ritmico-melodiche proprie di un linguaggio musicale estraneo alla Sardegna. Secondo gli studi di Francesco Cesare Casula, il Regno di Sardegna è la pietra angolare sulla quale hanno poggiato e poggiano il Regno d’Italia prima e la Repubblica Italiana poi. Adottare un brano come quello in questione equivarrebbe ad avere un inno in contraddizione con la presa di coscienza della Regione Autonoma della Sardegna, cioè un inno “coloniale”.
La composizione di Silesu e Montanaru rispetta i canoni dell’inno “repubblicano”, sia nel testo (“Est sa terra de Amsicora amada” – recita la prima strofa; “Sardos, Sardos ainoghe sa manu, Sardos tottu ainoghe su coro – declama il ritornello) sia nella musica, caratterizzata dalla cellula ritmica “militare” (secondo la definizione del M° Carlo Delfrati) propria della “Marsigliese” e del “Fratelli d’Italia”: essendo poco conosciuto dai Sardi, non risponde alla caratteristica essenziale di “musica popolare”, cioè “fatta propria dal popolo”.
“Procurade ‘e moderare”, che la Regione Autonoma della Sardegna ha indicato come nuovo Inno, risulta pienamente rispondente alla categoria di inno “repubblicano” e alle peculiarità di composizione “POPOLARE”, cioè fatta propria dal popolo, sia per quanto attiene al testo di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri, sia relativamente alla linea melodica popolare. Sarà indispensabile curare in modo particolare gli aspetti armonico ed agogico, secondo le linee guida allegate, al fine di connotare le diverse versioni dell’Inno Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna nel pieno rispetto del valore identitario della composizione scelta. La fase successiva sarà di coinvolgimento degli artisti sardi, di ascolto dei loro contributi musicali e, contemporaneamente, di preparazione dell’azione divulgativa dell’Inno stesso.
