L’opera didattica “Ammentos de Alà” è stata presentata in forma di oratorio il 28 aprile 2018, per Sa Die de sa Sardigna, nella Parrocchiale di Alà dei Sardi gremita di ascoltatori. L’orchestra giovanile “Cuncordu e Armonias”, trenta elementi del Conservatorio “Luigi Canepa” e del Liceo Musicale “D.A. Azuni” di Sassari, diretta dall’Autore, Gian Battista Ledda, una promettente voce narrante, la diciottenne alaese Francesca Leoni, e il Coro “Sant’Austinu” in forma smagliante, dopo l’esecuzione del nuovo Inno della Sardegna “Procurad’e moderare” armonizzato da Antonio Deiara, hanno proposto un format innovativo e accattivante. Dieci brani composti nella quasi totalità dal direttore del Coro di Alà, Silvio Bossi, che hanno ripercorso un anno di vita tra sacro e profano: dal reduce dalla Cirenaica alla festa di San Francesco, dal corale sardo “Sa vida mea est sidida” all’applauditissima danza alaese “Su ballu topu”. I testi rapsodici si sono rivelati ricchi di emozioni con la figura della madre sarda, l’acquerello della Primavera dell’Isola, i pastori di Sardegna solidali attraverso la concreta tradizione de sa paradura. Il secondo filone della serata di Alà dei Sardi, unanimemente promossa con una standing ovation dal numeroso pubblico presente, è stato quello della pari dignità tra melodia colta e melodia popolare. Per troppi anni si è creduto che, per avere valore, la musica popolare sarda dovesse scimmiottare quella classico-lirica. Ed ecco comparire i solisti con voce alla Pavarotti e gli accordi mutuati dal pop o dalle polifonie di Giovanni Pierluigi da Palestrina, idee regolarmente non approvate dalla Biennale Ozieri. “Salve de su Caru Linu”, antica, semplice e breve melodia della religiosità popolare alaese, sapientemente elaborata da Gian Battista Ledda con continui cambi di strumento e fitti dialoghi soli-orchestra-coro, si è rivelata un nuovo modello didattico; qualcuno l’ha accostata al Bolero di Maurice Ravel. Gli ascoltatori, col libretto dell’opera in mano, hanno potuto seguire “Ammentos de Alà” in tre lingue: sardo, italiano e inglese.
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