Richiesto un intervento presso l’Ufficio Scolastico Regionale perché siano rispettati i diritti della minoranza linguistica più numerosa d’Italia
Gent.mo presidente Francesco Pigliaru, siamo alle solite! La pubblicazione degli organici delle scuole di ogni ordine e grado della Sardegna, regione abitata dalla più numerosa minoranza linguistica d’Italia, sta rivelando ancora una volta il mancato rispetto dei diritti dei cittadini sardi. Dopo le feroci dichiarazioni contro la Scuola Sarda Europea da parte di Vito De Filippo, sottosegretario all’Istruzione del Governo Gentiloni, che delineavano un futuro di “lacrime e sangue”, cioè di tagli massicci di classi e cattedre, diventa urgentissimo ed ineludibile un cambiamento profondo. È tempo che Lei e l’assessore Giuseppe Dessena esigiate dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Francesco Feliziani, organici rispettosi delle norme sulle minoranze linguistiche: Legge 482/99, D.P.R. 275/99, D.P.R. 81/2009, senza dimenticare la sentenza della Corte Costituzionale che sterilizza il tentativo del Governo Monti di declassare la minoranza sarda. La Sardegna ha diritto ad avere 20 studenti per classe, 15 in presenza di un diversamente abile e 10 alunni nei piccoli paesi e nei quartieri ad alto rischio di devianza giovanile, microcriminalità e abbandono scolastico dei centri abitati più grandi e delle città della regione, nonché la riapertura delle presidenze e delle segreterie nelle scuole con 400 alunni iscritti; l’istituzione dei corsi ad indirizzo musicale richiesti da migliaia di famiglie degli alunni delle scuole medie, nel rispetto del D.M. 201/99, e delle attività musicali nelle classi terze, quarte e quinte delle elementari, di cui al D.M. 8/ 2011. Non posso immaginare che Lei intenda subire passivamente lo “scaricabarile” contenuto nel Decreto USR 5189 del 22.03.18, firmato da Feliziani, che recita fra l’altro: «I Dirigenti scolastici interessati, anche in considerazione della mancata attivazione dei percorsi musicali nelle scuole secondarie di primo grado negli ultimi anni scolastici, garantiranno la necessaria informativa ed assistenza alle famiglie conseguente alla mancata attivazione dei percorsi in argomento».
Presidente Pigliaru, gli effetti di un comportamento scolasticamente virtuoso dell’Ufficio Scolastico Regionale, ottenuto grazie a un Suo possente intervento, sarebbero molteplici e assai positivi: azzeramento dei fenomeni di insuccesso, abbandono e dispersione scolastica, di devianza e microcriminalità giovanile, di spopolamento delle zone interne e migrazione dei giovani talenti; rientro in Sardegna dei “docenti con la valigia”; recupero di almeno 6.000 cattedre e 1.000 posti ATA. Credo non sia più sopportabile che gli alunni della Sardegna e le loro famiglie siano trattati come cittadini di serie “B” della Repubblica Italiana.
Antonio Deiara
