Dopo la pubblicazione sulla Nuova Sardegna della lettera “Il vertice del pentagramma” ecco l’intervento del direttore del Conservatorio di Sassari Antonio Ligios

 

Alcuni passi della lettera del signor Antonio Deiara, pubblicata sulla Nuova, presentano affermazioni che si collocano ai limiti della diffamazione. Il signor Deiara parla, a proposito delle procedure di ammissione al Conservatorio (che com’è noto è – di fatto – un’istituzione formativa a numero chiuso), di «nepotismo» e «clientelismo musicale» e di «triste fenomeno dei talenti musicali sprecati», che sarebbero rimasti fuori del Conservatorio in quanto il loro posto sarebbe stato occupato da «figli degli amici degli amici», «individui musicalmente irrilevanti che hanno sottratto posti e risorse ai veri talenti vocali e strumentali». Tali affermazioni gettano discredito sull’istituzione che mi onoro di dirigere, sui docenti chiamati ad esaminare gli aspiranti all’ingresso in Conservatorio e anche su una parte – presunta – della popolazione studentesca, quella definita come composta da «individui musicalmente irrilevanti». Mi preme pertanto ricordare che l’ammissione al Conservatorio è subordinata alla verifica – attraverso appositi test, che vengono somministrati in maniera seria e scrupolosa, senza chiedere all’aspirante di chi sia amico o parente – delle attitudini musicali generali (percezione sonora, ascolto, memorizzazione e riproduzione vocale di melodie e ritmi, sincronizzazione ritmica, ecc.) e delle attitudini psico-fisiche relative alla disciplina strumentale prescelta. Proprio perché il Conservatorio è interessato a intercettare i migliori talenti musicali che abbiano già una solida motivazione per lo studio della musica, ogni anno si impegna in svariate attività di orientamento e di informazione, e proprio quest’anno è stato varato un piano di attività rivolte a tutti gli studenti delle scuole del territorio, comprendenti workshop strumentali e incontri di presentazione dell’offerta formativa. E che alla fine i migliori entrino in Conservatorio per le loro qualità e non per altri «meriti» è dimostrato dal fatto che i nostri studenti ricevono sistematicamente riconoscimenti a livello nazionale e internazionale: tra tutti ricordo i premi attribuiti lo scorso anno a quattro nostri allievi, all’interno del Premio Abbado promosso dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Antonio Ligios, direttore del Conservatorio Sassari

(tratto da La Nuova Sardegna del 15 gennaio 2016 pagina 17)