Allargare la base della “Piramide dell’Istruzione Musicale” significa ritrovarsi con il “Vertice del Pentagramma” illuminato dai migliori talenti dei dodici suoni

Una volta il mio maestro, Carlo Delfrati, definì il prototipo del nuovo docente di Educazione Musicale. La “mission”, ancora oggi, è quella di aprire le porte della “Musica come forma di linguaggio” a tutti gli alunni delle Scuole di ogni ordine e grado, agli adulti e alla Terza Età. Allargare la base della “Piramide dell’Istruzione Musicale” significa ritrovarsi con il “Vertice del Pentagramma” illuminato dai migliori talenti dei dodici suoni. La prima riflessione odierna è focalizzata sulla lotta al nepotismo e al clientelismo musicali e alla sterilizzazione del triste fenomeno dei talenti musicali sprecati. Quante persone sono state ammesse al Conservatorio per “meriti” familiari o in quanto titolari delle mirabolanti qualità specifiche dei figli di “amici degli amici”? Individui musicalmente irrilevanti che hanno sottratto posti e risorse ai veri talenti vocali-strumentali, talenti purtroppo sprecati.
Il secondo problema da affrontare riguarda la Scuola Elementare. Fino a quando, in tutte le Scuole Primarie della Repubblica Italiana, l’ora di Musica non sarà affidata ad abilitati in A31-32 (Educazione Musicale), relativamente al lavoro “generalista” in orario curricolare, magari portando le ore settimanali di questa “Cenerentola” da una a due (“riconvertendo” una delle ore dedicate, ogni settimana in ogni classe, ad altre discipline), e ai docenti di strumento della A77 (Strumento Musicale) per l’approfondimento in orario aggiuntivo, non sarà possibile creare la base della “Filiera dell’Istruzione Musicale”. Perché non effettuare una consultazione, rivolta alle famiglie degli alunni, in merito ad un nuovo tipo di offerta formativa musicale? Perché non inserire maestri abilitati in A31-32, e specificatamente formati, anche nella Scuola Materna? L’altro obiettivo, ex aequo, deve essere quello di istituire in ogni Scuola Elementare e Media almeno un Indirizzo Musicale. Ancora, l’introduzione di due ore settimanali facoltative di Laboratorio Musicale in tutti gli Istituti Superiori d’Italia, nelle Università e nelle Accademie. Da non dimenticare l’attività vocale-strumentale e di musica d’insieme negli ex Centri Territoriali Permanenti per l’istruzione in età adulta.
Ultimo passaggio, la formazione dei nuovi docenti di Educazione Musicale (o Musica), e la “short formation” di quelli attualmente in Graduatoria ad esaurimento o immessi in ruolo nella cosiddetta “Fase C” della Legge 107/2015. Mi permetto di ricordare, avendo fatto parte del Gruppo di supporto tecnico-scientifico che l’ha elaborata, la “Riforma Milia delle Scuole Civiche di Musica della Sardegna”: essa prevedeva la formazione biennale dei maestri delle discipline e degli strumenti di estrazione conservatoriale (privi di abilitazione) ed extraconservatoriali, con certificazione finale da parte dei Conservatori dell’Isola. Un titolo ufficiale in “launeddas” o “composizione per coro polivocale sardo” contribuirebbe alla valorizzazione della musica, della cultura e della lingua sarda. Infine, “repetita iuvant”, ricordiamo che l’Educazione Musicale, al pari dell’Educazione Fisica, costituisce un formidabile strumento di lotta alla dispersione scolastica e di prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile e microcriminalità.

 

Dopo la pubblicazione sulla Nuova Sardegna della lettera “Il vertice del pentagramma” ecco l’intervento del direttore del Conservatorio musicale di Sassari Antonio Ligios

 

 

 

 

 

 

La replica al direttore del Conservatorio musicale “Canepa” Antonio Ligios. «Nella mia lettera c’è scritto “Conservatorio”, e non “Conservatorio di Sassari”»