Il solito giochino: tagliare risorse alla Scuola, bancomat del Governo

Tre pugnalate inferte alla Scuola da una Finanziaria che nasconde i tagli: Organici annuali e non triennali, cioè tagli sicuri; posti di “potenziamento” extra Organico; supplenze al prof. già in servizio. Dopo 5660 docenti, via anche 2174 Ata.

Mi rendo conto che si tratta di tematiche complesso, indigeste all’occhiuta casalinga di Voghera, che comunque ci mette i soldi con le tasse. Proviamo ad esaminarle insieme. Cosa sono gli “Organici”? I documenti che stabiliscono il numero di docenti, collaboratori scolastici (ex “bidelli”), assistenti amministrativi (personale della Segreteria), DSGA (ex “segretari”) e Dirigenti scolastici (ex “presidi”). Ovviamente, il numero di tutti gli “operatori scolastici” (insegnanti, bidelli, personale di Segreteria, segretari e presidi), è determinato dal numero degli alunni e studenti iscritti alle Scuole di ogni ordine e grado; ma, soprattutto, dal numero di iscritti necessari per formare una classe e dal numero di classi richieste per avere una Scuola (in burocratese “Autonomia Scolastica”) con un preside e un segretario.

Come sta agendo il Governo Meloni? In modo “schizofrenico”: da una parte richiede oltre 900 alunni per mantenere in vita una Scuola, dall’altra ha lanciato il “Decreto Caivano” (art. 10-bis D.L. 123/2023, convertito in Legge n. 159/2023), che prevede la formazione delle classi di otto Regioni, Sardegna compresa, con un numero inferiore di alunni rispetto a quelli indicati dal DPR 81/2009. Ma gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali non rispettano le richieste di applicazione del Decreto Caivano presentate dalle Scuole, perché il Ministero dell’Istruzione e del Merito di Giuseppe Valditara non ha assegnato un numero sufficiente di cattedre. Il gioco delle tre carte…

La Legge di Bilancio 2026 scardina tre principi di stabilità della Scuola, frutto delle decisioni oggettivamente positive dei tre Governi che hanno preceduto quello attuale. Al primo posto, in termini di danni arrecati ad alunni e docenti, evidenzio la cancellazione degli Organici triennali, portatori di stabilità e coerenti con il PTOF “Piano Triennale dell’Offerta Formativa” richiesto dalla Legge 107/2015; si torna all’Organico annuale, che scaturirà dalle “necessità” del Governo di “prevelare” dal Bancomat-Scuola. Al secondo posto, evidentemente generato dalla volontà politica di “risparmiare” sul settore Istruzione, la possibilità di tagliare i docenti di “potenziamento” senza tener conto del numero delle classi e degli alunni. Infine, l’assegnazione delle supplenze ai docenti già in servizio, senza nominare insegnanti supplenti, considerato che gli “straordinari obbligatori” violano le Leggi vigenti; a meno che, a parità di salario, il Governo abbia in mente l’aumento dell’orario di insegnamento…

Dimenticavo: il ministro Valditara ha già tradito pesantemente quanto previsto in sede normativa, dato che ha tagliato 5660 insegnanti nel 2025/26 e cancellerà 2174 collaboratori scolastici e assistenti amministrativi nel 2026/27, alla faccia degli Organici invariati per un triennio. Il tutto, aggravato dall’elargizione di quasi 1.000.000.000 di euro alle scuole private, in palese violazione dell’art. 33 della Costituzione, e del bonus di 1.500 euro alle famiglie che vogliano iscrivere a queste i loro figli. Impoverire la Scuola Pubblica significa avere Cittadine/i meno istruite/i e quindi non in grado di comprendere la differenza tra le bugie della propaganda e la realtà dei tagli, degli sprechi dei fondi del PNRR, etc., etc., etc.

Antonio Deiara