Il 2025-26 inizia con gli acciacchi del passato e nessuna visione del futuro

La Scuola di nuovo nel mirino: taglio di quasi 6000 cattedre e oltre 2000 Ata per un “prelievo” del Governo Meloni dal bancomat più generoso d’Italia, fin dai tempi del Duo di osservanza berlusconiana Gelmini-Valditara. Il calo demografico, anziché offrire l’opportunità di ridurre stabilmente il numero massimo di alunni a vantaggio di un’istruzione di qualità, si rivela un dato nefasto, che rimette in moto la ghigliottina del Governo. Nel frattempo, riesplodono le polemiche Genitori versus Docenti sul ring del Baby parking gratuito: troppe ferie alle Maestre e ai Professori, mentre noi lavoriamo; nessuno vuole accompagnare i miei figli in gita (pardon: viaggio di istruzione e distruzione…); una promozione, al tempo dell’istruzione per tutti su X, Facebook, Instagram e TikTok, non si deve negare a nessuno.
L’analfabetismo funzionale dilaga e la Società si frammenta in due parti, una destinata a ridursi nel tempo e l’altra in fase di crescita esponenziale. Quest’ultima è caratterizzata dall’ostentazione dell’ignoranza, dell’incompetenza e della sedicente “italica furbizia”, che assurgono a medaglie al valore per un numero crescente di cittadine/i. Latitano la conoscenza della Storia, la capacità di Ragionamento logico e il rispetto della Costituzione. Un Ministro della Cultura è arrivato ad affermare che, per vent’anni, un “Regime Comunista” ha spadroneggiato in Italia. Quanto al vero Ventennio della dittatura fascista, gli assassini e il mandante dell’omicidio di Giacomo Matteotti non esistono e “Mussolini ha fatto anche cose buone”. Per quanto concerne la Costituzione, essa va cambiata perché “è stata scritta dai comunisti che cantavano Bella Ciao”. In sintesi, partiti dall’umiltà di chi aveva frequentato fino alla quinta Elementare, siamo giunti alla tracotanza dell’ignoranza. Maestre e Professori restano “pelandroni” con tre mesi di ferie all’anno, e si ostinano a non capire che i genitori nuovi “laureati” di Google e Wikipedia ne sanno quanto loro, e anche più di loro!!! Per di più, non vogliono accompagnare gli studenti in gita scolastica, a causa di una parola in un pugno, e pretendono pure di bocciare mio figlio che ha 300 follower come Leonido alle Tendopoli.
La parte sempre più piccola della Società, in possesso di un medio/elevato livello culturale, si divide a sua volta in due fazioni: da una parte troviamo quella che indossa la livrea di maggiordomo del governante di turno e, come diceva Guicciardini, si concentra sul “particulare mio”; dall’altra, prende posizione la fazione affetta dalla “Sindrome Pisacane”, il Carlo patriota vero (e non fasullo) ucciso dai contadini che intendeva liberare dal giogo dei parassiti borbonici. Nel firmamento italico, intanto, brillano grazie a Mass media “servi” e a Social tambureggianti, politici assurti a incarichi apicali che si esprimono senza vergogna in inglese maccheronico di fronte al Parlamento Europeo, ministri che rischiano di precipitare nell’infosfera del ridicolo, sottosegretari che amano indossare divise del Terzo Reich e proporre leggi destituite di fondamento giuridico, capi di Governo tonanti come il possente Giove ma col problema del piccolo burattino collodiano.
Historia Magistra vitae est, dicevano i latini. È per questo motivo che a Scuola, chi studia, studia la Storia. Ma si dice che anche la Storia più tragica, di norma, si ripeta in forma di farsa. E l’Italia, oggi, è in mano a “farsari” che danneggiano la Scuola Pubblica della Repubblica Italiana…
Antonio Deiara
