La Nuova Sardegna 21 dicembre 2018, pag. 23

OZIERI In scena ci saranno «tremila anni di futuro musicale dei cori sardi». Con questa felice definizione creata dal poeta e giurato Gian Battista Ledda, autore di “Paraulas e Sonos de Sardigna”, domani apre la Biennale Ozieri per Cori tradizionali sardi. Per questa XXIV edizione dell’evento, in programma nel teatro civico Oriana Fallaci, si preannuncia un’edizione sontuosa, con ben quattordici cori partecipanti tra i quali si segnala nella sezione Innovazione la corale Eufonia di Gavoi, primo ensemble polivocale femminile a concorrere per la palma del vincitore.Oltre alle voci delle donne, si contenderanno premi e menzioni i cori Terra Mea di Cagliari, Sant’Austinu di Alà dei Sardi, Serpeddì di Sinnai, Mediana – Cantus e Tradiziones di Meana Sardo, Voches ‘e Ammentos de Garteddì di Galtellì, Mamujone di Mamoiada, Gusana di Gavoi, Sos Astores di Golfo Aranci, Maurizio Carta di Oristano, Coro di Uri, Donu Reale di Buddusò, Sos Cantores di Benetutti, Coro de Tzaramonte di Chiaramonti.Prima delle esibizioni ufficiali alle 20 nel teatro, i cori si ritroveranno per le audizioni private alle 15 nel chiostro di San Francesco davanti alla giuria coordinata da Antonio Deiara, già supervisore del biennio Formazione docenti del Conservatorio di Sassari.Ci sono insomma tutti i presupposti per una grande kermesse, come commenta il presidente dell’associazione della Biennale Pinuccio Aini, che si dice soddisfatto «per l’avvio del quarto decennio di attività» e ringrazia «tutti coloro che hanno sostenuto, sostengono e sosterranno il premio, il Comune di Ozieri e la Regione Sardegna, e la giuria per il suo attento e prezioso lavoro trentennale». «La cerimonia della Biennale offre un momento di confronto a tutti i cori della nostra isola – dice il segretario Antonello Lai – mentre la sua scuola si occupa da tempo di avviare la formazione delle nuove generazioni di armonizzatori e direttori di cori sardi. Grazie a questo progetto, la scuola civica sovracomunale di musica del Monte Acuto, prima in Sardegna, ha inserito il Canto polivocale sardo e il Canto a tenore tra le discipline caratterizzanti di un percorso formativo previsto dalla Riforma Milia delle scuole civiche dell’isola».La collaborazione col Premio Ozieri di letteratura sarda, inoltre, consente ai compositori l’accesso all’immenso patrimonio poetico custodito nel Centro di documentazione. «Premi e concorsi – conclude Antonio Deiara – non possono limitarsi a distribuire attestati e trofei; dovrebbero seguire l’imperativo categorico di elaborare idee innovative, nel rispetto della tradizione.La Biennale Ozieri, da tre decenni, rispetta questa mission. L’auspicio è che anche i Conservatori dell’Isola istituiscano corsi di Canto polivocale sardo e di Canto a tenore, sulla scia del Corso di Launeddas già presente in quello di Cagliari e animato da un docente di chiara fama, Luigi Lai».

Barbara Mastino