I talenti di ogni studentessa e di ogni studente della Scuola della Repubblica Italiana costituiscono la ricchezza più grande del nostro Paese. Altro che pozzi di petrolio nell’Adriatico…

La mia Scuola è differente! I talenti di ogni studentessa e di ogni studente della Scuola della Repubblica Italiana costituiscono la ricchezza più grande del nostro Paese. Altro che pozzi di petrolio nell’Adriatico… Sprecare anche un solo talento, uno di quelli che verrà poi riconosciuto e gratificato in altri Paesi dell’Europa e del Mondo, significa cancellare un tassello del futuro dell’Italia. E il nostro mosaico risulta, oggi, deturpato a causa delle troppe tessere mancanti! Anche l’alunno più problematico deve essere seguito al meglio, al pari della famiglia d’origine che, non di rado, è all’origine delle difficoltà scolastiche del figlio. Pragmaticamente, chi non crede nella Scuola potrebbe considerare che il successo scolastico di ogni ragazzo difficile, delle migliaia di alunni che abbandonano gli studi e restano invischiati nei fenomeni di devianza e microcriminalità, si trasforma in un “risparmio sociale” a dieci zeri. È più produttivo investire in nuove aule o in nuove celle?
Credo in uno Stato che offra il trasferimento in altra Amministrazione agli insegnanti non motivati, proponga 36 ore settimanali con orario di cattedra invariato e retribuzione europea a quelli più motivati, in ogni ordine e grado di istruzione, e inserisca professori specificatamente abilitati in lingue straniere, educazione fisica, arte e immagine, informatica e musica alle Elementari. Confido in un Sindacato non connivente con Ministero ed Uffici Scolastici Regionali e Provinciali, che non difenda più i fannulloni. Spero di poter finalmente vedere al vertice del Ministero della Pubblica Istruzione un Maestro Elementare o un Professore della Media, gli unici a conoscere le problematiche degli alunni e delle Scuole d’Italia; è noto a tutti che solo nella “Scuola dell’Obbligo” passano tutte le ragazze e tutti i ragazzi della Repubblica Italiana. Auspico l’estensione dell’Obbligo formativo dalla Materna al quinquennio delle Superiori. Plaudo all’apertura per tutto il giorno e per tutto l’anno di caseggiati scolastici accoglienti-climatizzati-attrezzati, con attività diversificate rispetto alla didattica quotidiana e turnazione delle ferie dei docenti che avranno scelto l’orario d’ufficio.
Altre iniziative si dovrebbero concretizzare per costruire una “Scuola di qualità per tutti”, dalla diminuzione a venti unità del numero di alunni per classe, quindici in presenza di un diversamente abile, alla riqualificazione dei bidelli. Perché non iniziare cancellando algoritmi misteriosi, divisioni tra docenti di serie “A” e “B”, inutili doppioni di concorsi già superati e problematiche “chiamate dirette”?
