Una partitura per l’identità del popolo. Per ora sono tre le candidature ufficiali: “Procurade ‘e moderare”, “Hymnu Sardu Natzionale” e “Sardigna – Innu Sardu” – L’Unione Sarda, 10 febbraio 2015 – pag.42

I simboli adottati dalla Regione Autonoma della Sardegna, che costituisce nell’attuale momento storico la più elevata istituzione rappresentativa del popolo sardo, sono una bandiera, un gonfalone e un sigillo. Simboli, intesi come rappresentazioni estremamente sintetiche di elementi distintivi. Elementi distintivi dell’istituzione, ma anche elementi che vorrebbero ricondurre al popolo che vive nel territorio della Sardegna, alla sua storia, alle sue qualità più significative: in una parola, alla sua identità. In questi ultimi tempi l’opinione pubblica è particolarmente attenta a questo tema. Mentre si confronta su quali siano gli elementi distintivi della sardità, ossia costitutivi dell’identità del popolo sardo. In questo contesto sono frequenti i contributi di idee. L’obiettivo? Pervenire all’individuazione di simboli idonei a definire il carattere identitario del popolo sardo. Con riferimento alla bandiera, per esempio, si discute sulla permanente attualità del simbolo che raffigura i quattro mori.

Questo fermento ideativo riguarda anche la musica. Immaginate quindi di voler individuare una musica che esprima l’identità del popolo sardo. Che ne rappresenti le caratteristiche peculiari dal punto di vista culturale. Una musica capace di narrarne la storia ed evocare atmosfere, tradizioni ed elementi distintivi. In Consiglio Regionale, recentemente, a rappresentare l’isola è stato il “Procurade ‘e moderare”. È una delle attuali tre proposte di inno che in questo momento sono oggetto di confronto insieme a “Cunservet Deus su Re”, “Hymnu Sardu Natzionale” di Giovanni Gonella e Vittorio Angius con testo di Benito Saba. Un inno che da alcuni è considerato “coloniale”, in contrasto con l’asserita o auspicata presa di coscienza identitaria del popolo sardo. La terza proposta è quella che riguarda la composizione “Sardigna – Innu Sardu” di Lao Silesu e Antioco Casula “Montanaru”. Rispetta certamente i canoni dell’inno “repubblicano” sia nel testo che nella musica, caratterizzata dalla cellula ritmica militare, ma non quella di “musica popolare”. Ma la proposta che pare più rispondente all’esigenza di individuazione di un Inno della Regione Sardegna risulta es- sere, secondo lo studio musicologico curato dal Prof. Antonio Deiara, docente di musica dell’Istituto Comprensivo Statale di Ittiri, il “Procurade ‘e moderare”, su testo di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri e melodia popolare della Sardegna tratta dai “Gosos”. «Certamente un Inno costituito da linee melodiche radicate nel patrimonio musicale dell’isola, che unisce dimensione sacra e profana. Un linguaggio musicale materno in cui tutti si riconoscono – dice Deiara -, un Inno da apprendere nel rispetto della metrica e della musicalità della lingua sarda cantata». La proposta è stata presentata alla Regione ed è in attesa di risposta. Una volta accolta, e riconosciuta come Inno Ufficiale, si penserebbe a promuovere un Concorso di idee destinato ai musicisti sardi e finalizzato all’elaborazione di una partitura per grande orchestra e coro da eseguire in occasione di cerimonie istituzionali e solenni. Ma anche finalizzato alla realizzazione di armonizzazioni per differenti organici strumentali e vocali. E, perché no, a versioni che si adattino all’esecuzione nelle scuole di ogni ordine e grado dell’isola.

Luisa Sclocchis