Antonio Deiara racconta come applica il suo metodo Pentagrammando ai bambini della scuola dell’infanzia – da “Le briciole di Pollicino. Condizione giovanile e dispersione scolastica”, a cura di Pietro Masala, Composita, ottobre 2003, pagg. 43-45
Ogni due settimane, Antonio Deiara fa cantare quattromila persone, il pubblico che segue le partite della Dinamo Basket al Palazzetto dello Sport di Sassari. E lui che sceglie la colonna sonora che viene eseguita durante gli intervalli delle partite. In questa veste, insolita per un insegnante, non si sente un semplice intrattenitore. “E anche questo un modo per educare alla musica”, spiega.
Deiara, specializzato in didattica della musica e allievo dei maestri Carlo Delfrati e Gino Stefani, ha elaborato un metodo originale per insegnare l’arte dei suoni, compresa l’invenzione di un nuovo quaderno pentagrammato, che ha ottenuto l’apprezzamento di molti addetti ai lavori. Ora insegna nella scuola media di Villanova Monteleone, dove grazie al progetto Pollicino è riuscito a realizzare una sala prove dotata di tutti gli strumenti musicali: batteria, chitarre elettriche, basso, tastiere e impianto voci. L’idea di Deiara è semplice: “Tutti gli studenti possono suonare, cantare, capire il valore di un brano, scrivere, leggere e comporre la musica, suonare in gruppo e conoscere gli strumenti”. La sua è la filosofia del prendi e suona, che non vuole banalizzare l’approccio a questa forma d’arte, ma rendere i ragazzi protagonisti del processo di formazione. “L’educazione musicale deve essere fondata sulla gratificazione in tempi brevi dell’alunno, e non sul terrorismo didattico tanto caro ai puristi”, spiega Deiara.
La sua proposta è rivolta prima di tutto ai bambini della scuola dell’infanzia. “Già da piccoli si può prendere confidenza con le dodici note. La musica può essere utilizzata con la stessa quotidianità del codice verbale e degli altri linguaggi. Basta scoprire la musicalità che è presente dentro ciascuno”. Le lezioni sono poi un’occasione per sperimentare il lavoro di gruppo. Ognuno deve avere un ruolo: c’è chi suona, c’è chi canta, c’è chi impara ad ascoltare e dà suggerimenti. Il metodo didattico si sviluppa su tre livelli: la propedeutica, che consiste nell’alfabetizzazione primaria in campo musicale; la parte avanzata, che offre l’opportunità di suonare uno strumento musicale; la “musica d’insieme” che insegna ai ragazzi a suonare in gruppo, coordinandosi con gli altri strumenti.
I risultati arrivano: “Questo è un lavoro che ha un grande impatto anche nel paese. Suscita entusiasmo nei giovani e costituisce la premessa perché possano sviluppare autonomamente percorsi artistici all’interno della comunità”. La strategia di Deiara è quella di mettere in rete le diverse agenzie. A Villanova si è tradotta in una collaborazione tra la banda musicale Euterpe, il coro De Iddanoa Monteleone e la scuola.
