Perché si continua a non rispettare la normativa vigente che tutela anche la minoranza linguistica sarda? È prevista l’applicazione di parametri numerici più bassi: classi con dieci alunni nei piccoli comuni e autonomie scolastiche con 400 studenti
Gent.mo Ministro Valeria Fedeli,
benvenuta in Sardegna, isola abitata dalla minoranza linguistica più numerosa d’Italia. Il nostro status è riconosciuto dall’articolo 6 della Costituzione della Repubblica Italiana, dalla Legge n. 482/1999 e dalla normativa dell’Unione Europea. Da docente anziano sardo, Le pongo una domanda: per quale motivo il Ministero da Lei guidato e gli Uffici periferici, quello Scolastico Regionale per la Sardegna e quelli Provinciali di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano, continuano a non rispettare la normativa vigente che tutela anche la minoranza linguistica sarda, in considerazione dei 1.630.000 abitanti che popolano la nostra Isola? Il DPR n. 275/1999 e il DPR n. 81/2009 prevedono l’applicazione di parametri numerici più bassi rispetto a quelli utilizzati per altre Regioni d’Italia: classi con dieci alunni nei piccoli comuni e autonomie scolastiche con 400 studenti. Ad oggi, essi non vengono rispettati, con un rilevante danno culturale, sociale ed occupazionale (quest’ultimo quantificabile in almeno 6.000 cattedre).
Ministro Fedeli, tanti nostri giovani emigrano e la nostra Sardegna si sta spopolando perché chiudere la Scuola, la Farmacia, l’Ufficio Postale e la Caserma dei Carabinieri decreta la condanna a morte dei piccoli paesi e la contemporanea resa dello Stato Repubblicano ad un presunto fato ineluttabile privo di prospettive occupazionali. Il Suo sottosegretario, Vito De Filippo, nel Parlamento della nostra Repubblica che tutela le minoranze linguistiche, ha recentemente recitato un vero e proprio “De profundis” per la Scuola della Sardegna, ponendo sul piatto della bilancia, come fece il barbaro Brenno, la spada del potere di chi ha vinto contro il diritto di chi non può reclamare diritti sanciti dalla Costituzione della quale festeggiamo il settantesimo genetliaco. Lo spirito delle norme che tutelano anche la nostra minoranza linguistica è proprio questo: proteggere gli abitanti di un territorio ben definito, e i confini della Sardegna sono indiscutibilmente delineati dal mare, affinchè la comunità dei parlanti della lingua sarda, compresi tutti i suoi dialetti, possa continuare a vivere e sperare di prosperare.
Gent.le Ministro, confido in una Sua cortese risposta. Quanto all’atteggiamento del sottosegretario De Filippo, mi permetto di citare l’autore dell’inno “in pectore” della nostra Regione, il magistrato di Ozieri Francesco Ignazio Mannu: “Procurad’e moderare, barones, sa tirannia”!
Con osservanza
Antonio Deiara
Docente di Musica I.C.S. Ittiri – SS
già Supervisore al Biennio Formazione Docenti
del Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari
