“Il linguaggio della musica popolare della Sardegna, Un nuovo punto di ascolto”, a Ozieri convegno organizzato dall’associazione sostenitrice del ‘Premio biennale Città di Ozieri per i Cori tradizionali sardi” – La Nuova Sardegna, 21 novembre 2008, pag. 32

È mancata la grande affluenza del pubblico, ma mai come stavolta è appropriato dire che gli assenti hanno avuto torto. Infatti gli argomenti trattati ed i risultati scaturiti dal convegno organizzato nelle prestigiose sale dell’ex Convento delle Clarisse dal direttivo dell’associazione sostenitrice del ‘Premio biennale Città di Ozieri per i Cori tradizionali sardi” sono stati di tutto rilievo. Il tema da dibattere era “Il linguaggio della musica popolare della Sardegna, Un nuovo punto di ascolto”. Hanno Introdotto i lavori il presidente dell’associazione Pinuccio Aini (sin dalla fondazione vera anima del Coro di Ozieri nonché strenuo sostenitore dei canoni tradizionali) e del segretario Antonello Lai.
E’ stata quindi la volta del noto studioso e musicologo Antonio Deiara il quale ha fra l’altro asserito che i maestri dei cori debbono possedere la dimensione linguistica della musica per avvicinarsi poi con umiltà e rispetto «ai frutti dell’albero della tradizione orale». Ciò deve influire sugli indirizzi che devono essere seguiti dai giurati del Premio biennale giunto con sempre crescente successo, pur non senza qualche polemica, alla sua decima edizione. «Ritengo sia di fondamentale importanza dire ai Cori ciò che non si deve fare piuttosto che dare suggerimenti su quanto è meglio fare. La giuria non può dichiarare quello che un Coro ed il suo maestro debbono scrivere, comporre, eseguire: la creatività non può essere ingabbiata, prevista, regolamentata». Ha ribadito che la valutazione deve essere fatta solo dopo aver ascoltato ed esaminato attentamente ogni brano in concorso alla luce degli elementi ritmici, melodici, armonici, agogici, dinamici, timbrici e formali nel senso di quanto il presidente Don Antonio Sanna ha definito ‘Atmosfera di Sardegna” mentre sui testi la parola spetta al poeta Antonio Canalis e la voce della tradizione al componente storico del Premio Mario Meledina. Ha suggerito di incrementare la collaborazione con la Siae favorendo l’ingresso in giuria del direttore provinciale dell’ente Ugo Giansiracusa, la pubblicazione di tutto il materiale raccolto dall’associazione nei suoi venti anni di vita e la nascita ad Ozieri, sede storica della cultura sarda a tutti i livelli, della ‘Scuola internazionale per Armonizzatori e direttori di Cori tradizionali sardi”. Secondo lui sarebbe opportuno introdurre nelle scuole dell’isola l’insegnamento della musica come forma di linguaggio secondo il metodo ‘Pentagrammando” inzialmente organizzando i corsi ad Ozieri e successivamente, per la parte seminariale per i direttori dei Cori, a Villanova Monteleone con il ‘Villaggio dei dodici suoni”. Ha concluso confermando che la musica come forma di linguaggio è patrimonio di ogni cittadino a prescindere dalle condizioni sociali, culturali, economiche ed anagrafiche e quanto viene proposto dai Cori tradizionali sardi è pur sempre un linguaggio che veicola le emozioni, le storie, la fierezza di persone di diversa estrazione ma unite dalla condivisione di un progetto culturale e musicale. Molto interessanti e tutti densi di contenuti e ricchi di spunti gli interventi di Siracusa, del maestro Mauro Elisei che con grande competenza si è a lungo soffermato sull’uso quanto più stretto dei canoni tradizionali (Su connottu) o della innovazione unita ad una intelligente, non forzata evoluzione, di Antonio Canalis, di Tonino Delitala, Giovanni Marongiu, Roberto Vargiu, Pietro Bua. Nell’occasione col direttivo del Coro hanno fattivamente collaborato le socie dell’Inner Weel di Ozieri e l’amministrazione comunale. Gerolamo Squintu