Lettera aperta alla concertista e docente di chitarra che desidera tornare in Italia. Nell’Isola, negli ultimi nove anni, la Filiera dell’Educazione musicale diffusa è cresciuta in modo travolgente
Gent.ma Mª Renata Arlotti, ho letto con vivo interesse professionale la Sua bellissima storia musicale, narrata da La Nuova Sardegna lo scorso 6 agosto, e sono rimasto colpito dal desiderio di tornare ad insegnare in Italia, da Lei espresso nella parte finale dell’articolo firmato dal giornalista Alessandro Pirina. «Nessuno vive di soli concerti e in Italia la possibilità di insegnare è quasi inesistente. Ecco perché alla fine preferisco rimanere a Londra», è la Sua conclusione. Mi appello a quel “quasi” e rilancio. In Sardegna, negli ultimi nove anni, la Filiera dell’Educazione musicale diffusa è cresciuta in modo travolgente: per esempio, con gli Indirizzi Musicali della provincia di Sassari più che raddoppiati, da 13 a 32 (passando da 52 a 128 cattedre); con l’apertura o la stabilizzazione di 6 Licei Musicali nell’Isola (Sassari-Olbia, Cagliari, Oristano e Nuoro) e la nascita di 19 Scuole elementari “musicali”; con la Riforma Milia delle Scuole civiche di musica che ha creato oltre 500 posti di lavoro. In sintesi, oggi i giovani strumentisti, cantanti, compositori, etc. dei Conservatori di Sassari e Cagliari studiano per lavorare e non per cercare lavoro; la differenza non è di poco conto.
Curiosamente, il maggior numero di cattedre scoperte risulta essere proprio quello di chitarra, affiancato da quello di percussioni. Ma gli Indirizzi Musicali si devono prima ottenere, e questo è compito affidato all’esperienza dei professori “anziani”, e poi mantenere, col lavoro di qualità svolto dai nuovi docenti di strumento e musica. In altre parole, gli Indirizzi e i Licei Musicali della Sardegna attendono il rientro dei giovani concertisti e docenti sardi che, come Lei, ottengono risultati di prestigio in Europa e nel Mondo. Per quanto riguarda i concerti, condivido il Suo pensiero. In Sardegna, la “monocultura del jazz” gode di una percentuale piuttosto alta di fondi regionali e comunali, a discapito di altri generi musicali, compresa la cosiddetta musica classica o colta. Penso sia tempo di cambiare spartito, con estrema urgenza, a favore dei giovani talenti sardi.
In attesa di incontrarLa in uno degli Indirizzi o dei Licei Musicali della Sardegna, formulo i migliori auspici di successo di pubblico e di critica.
Antonio Deiara
Referente per il Centro-Nord del
“Coordinamento regionale docenti di strumento musicale e musica della Sardegna”
